Insulti, abusi psicologici, dinamiche manipolative e violenze anche nei confronti di minorenni. Una sorta di nuovo caso Maccarini investe Ferrara e uno degli sport che vede la città estense eccellere in Italia e nel mondo.
La Federazione Ginnastica d’Italia punta il dito contro un ‘mostro sacro’ della disciplina. Una allenatrice ferrarese che da anni è punto di riferimento per questo sport, tanto da vantare nel proprio palmares l’aver portato a livelli mondiali atlete come Alessia Maurelli (cinque volte campionessa del mondo) e Martina Santandrea, bronzo all’Olimpiade di Tokyo.
Il Tribunale federale della Federazione ha condannato a una multa pecuniaria la società Ginnastica Estense Otello Putinati per i comportamenti che sono contestati a Livia Ghezzi, tecnico della società, per episodi avvenuti tra luglio 2022 e gennaio 2025.
Il tribunale mette in fila gli insulti e le violenze che le atlete, alcune minorenni, avrebbero subito in diverse occasioni nell’arco di tre anni, a partire dal 2022.
Si parla di insulti del tenore di “stupide”, “cretine”, “deficienti”, “siete delle merde”, “teste di cazzo”, “non valete niente” e offese riferite all’aspetto fisico quali “balene”, “ciccione”, “maiali”.
Offese che avrebbero generato, mette in luce il tribunale sportivo, “turbamento nelle ginnaste, in particolare alle più piccole che scoppiavano in lacrime”.
Condotte aggravate dal fatto che “le umiliazioni avvenivano in sede pubblica” e secondo “dinamiche manipolative”, consistenti “nell’instillare paura per ottenere obbedienza, nella svalutazione sistematica per ridurre l’autostima, nella colpevolizzazione (“non valete niente”), nell’uso del gruppo come arma, umiliando una ragazza davanti alle altre” e nel creare “un clima relazionale tossico”.
Un circuito alla cui base ci sarebbe stata “l’assenza di limiti emotivi” che “indicano un clima di allenamento non sicuro, dove la prestazione sportiva viene associata al valore personale”.
Secondo quanto appurato dal giudice sportivo, inoltre, l’allenatrice “utilizzava la vergogna come leva e i feedback che rendeva non avevano scopo tecnico, ma punitivo […], non consentendo all’allieva di difendersi e comportando una interiorizzazione del senso di inadeguatezza”.
Non solo. Sempre secondo la Fif Ghezzi si sarebbe resa protagonista in diverse occasioni di “continui insulti, anche di aggressioni fisiche ai danni di una ginnasta minorenne”. In particolare, da fine luglio 2022 fino a gennaio 2025, l’avrebbe “aggredita sistematicamente con tirate di capelli e schiaffi”.
Nel novembre-dicembre 2023, “in un impeto di ira”, avrebbe afferrato la stessa ragazzina per il collo “con tutte e due le mani scuotendola con forza e graffiandola, azione che lasciava i segni sul collo della ragazza”.
Nel luglio 2024 avrebbe dato uno schiaffo a un’altra atleta, “oltre a lanciarle diverse clavette addosso”, mentre l’8 ottobre 2024 l’avrebbe “aggredita violentemente”.
Condotte che secondo la Federazione costituiscono “abuso fisico e coercizione psicologica in ambito sportivo, con passaggio dall’abuso verbale alla violenza fisica” e che “rappresentano un modello di aggressività non episodica ma strutturata, segno che Ghetti utilizzava la violenza fisica come metodo, in maniera non episodica”
Un comportamento che causava, sempre assecondando la relazione del giudice sportivo “un clima di costante allerta, che nelle atlete produceva ansia anticipatoria, paura dell’allenamento, chiusura emotiva e dissociazione o anestetizzazione”.
A Ghetti vengono poi contestati due episodi, precisamente nell’autunno 2023, nei confronti di una ginnasta minorenne, e nella primavera 2024 nei confronti di una ginnasta maggiorenne: “contro la volontà delle stesse, bloccando i polsi delle ragazze, utilizzando una forbice non adeguata, tagliava con violenza le unghie alle stesse perché ritenute troppo lunghe”.
Condotte che costituiscono, riporta la Fig, “abuso fisico e psicologico in ambito sportivo con forti componenti di coercizione e violazione dell’integrità personale, violenza simbolica e umiliazione”, con conseguenze sull’autostima delle atlete “che non vengono trattate come individue, ma come ‘materiale da disciplinare’”.
Un’altra contestazione riguarda il fatto di aver comminato punizioni nei confronti delle ginnaste da lei allenate “consistenti nel non farle bere o andare in bagno fin quando non avessero eseguito in maniera da lei ritenuta corretta”. Tali condotte configurano, secondo il giudice, abuso emotivo, psicologico e condizionamento attraverso la minaccia.
Ancor più grave probabilmente il fatto di aver imposto a una ragazza, dal giugno 2022 al gennaio 2025 di togliere il busto “per poi curare i dolori alla schiena praticandole dei massaggi. “Il tutto sempre senza le necessarie competenze mediche e fisioterapiche, aggravando così i problemi fisici della ragazza”.
Tra le altre condotte meritevoli di censura, la federazione sottolinea anche quanto sarebbe avvenuto nel 2022, quando l’allenatrice avrebbe fatto continuare a una ginnasta l’allenamento invece di sospenderlo ed approfondire le cause alla base del malessere avuto poco prima consistente in svenimento e crisi epilettiche”.
In attesa di eventuali altre iniziative, il tribunale, a seguito dell’indagine, in attesa di un procedimento disciplinare sull’allenatrice, ha irrogato una sanzione di 600 euro e due mesi di sospensione a carico del presidente della società, la somma di 1200 euro a carico della ‘Putinati‘, con espresso invito agli incolpati ad “astenersi, per l’avvenire, dal commettere altre mancanze disciplinari”.