Vigarano
22 Febbraio 2026
I consiglieri di minoranza sollecitano interventi urgenti e chiarezza amministrativa: "La sicurezza pubblica non è materia di scontro politico"

Ponte Saracca, l’affondo delle opposizioni: richiesta di sicurezza e trasparenza

di Redazione | 2 min

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Vigarano Mainarda. I consiglieri Emanuele Plebiscito e Agnese De Michele, esponenti dei gruppi Viviamo Vigarano e Costruiamo il Futuro Con Te, intervengono sul tema della sicurezza del Ponte Saracca, chiedendo interventi concreti e maggiore trasparenza istituzionale.

Nel loro intervento i consiglieri affermano di condividere una posizione espressa dal primo cittadino: “Siamo d’accordo con il sindaco su un punto: basta disinformazione”. Da qui l’invito a distinguere tra polemica politica e richiesta di chiarimenti: “Chiedere trasparenza e sicurezza non è disinformazione: è senso di responsabilità verso la comunità”.

Secondo i due esponenti di minoranza, le criticità della struttura sarebbero documentate. Ricordano infatti che il ponte fu collaudato nel 1936 per una portata massima di 13,2 tonnellate, mentre oggi sarebbe attraversato da mezzi molto più pesanti, e che già anni fa era stata segnalata una classe di attenzione alta per lo stato di degrado.

Il nodo centrale, spiegano, non è politico ma di responsabilità pubblica: “La domanda è semplice e non polemica: se dovesse accadere qualcosa mentre un autista sta lavorando, si poteva evitare?” E aggiungono: “Ai cittadini interessa che sia sicuro. E la sicurezza pubblica è una responsabilità politica che fa capo al sindaco”.

Nel comunicato viene richiamato anche il quadro normativo, citando i poteri del Sindaco previsti dal Tuel per intervenire in caso di rischio per l’incolumità pubblica. Per i consiglieri, se gli inviti ai proprietari non producono effetti, “gli strumenti amministrativi esistono e vanno utilizzati”.

Un ulteriore punto riguarda la segnaletica, giudicata insufficiente. In particolare si evidenzia l’assenza di indicazioni sulla portata direttamente sul ponte e la collocazione parziale del divieto ai mezzi pesanti, situazione che – sostengono – espone conducenti ignari a rischi concreti.

L’intervento si inserisce anche in un contesto più ampio di contestazioni sulla coerenza amministrativa. I consiglieri citano infatti presunte discrepanze tra dichiarazioni e atti su altri dossier locali, dalla struttura per il padel alla cupola geodetica della Diamantina.

La chiusura è un appello politico ma anche istituzionale: “Non vogliamo alimentare polemiche. Vogliamo coerenza, trasparenza e assunzione di responsabilità”. E soprattutto: “La sicurezza e la pubblica incolumità non sono materia di scontro politico. Sono un dovere preciso dell’Amministrazione”.

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