L’allarme sulla crisi della Vantive di Medolla arriva forte anche dal Ferrarese, dove vive una parte significativa dei lavoratori dello stabilimento biomedicale. I riflessi occupazionali coinvolgono infatti direttamente i comuni di Bondeno, Cento e Terre del Reno, rendendo la vertenza non solo modenese ma interprovinciale.
Su questo scenario interviene il senatore di Azione Marco Lombardo, che ha presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso chiedendo un intervento immediato del Governo.
Nel comunicato si sottolinea che l’atto parlamentare sollecita l’esecutivo “ad attivare con urgenza un tavolo di crisi nazionale” e a pretendere “garanzie reali sulla continuità produttiva e sulla tutela dei livelli occupazionali”, in un contesto segnato dall’assenza di un piano industriale vincolante e dallo sciopero di 40 ore proclamato dai lavoratori.
Secondo Lombardo, “parliamo di un presidio industriale strategico, inserito in uno dei distretti biomedicali più importanti del mondo, con professionalità altamente specializzate che non possono essere disperse”. Il senatore chiede una linea chiara: “Abbiamo chiesto al Governo di assumersi la responsabilità di guidare una soluzione industriale seria: non operazioni speculative, ma investimenti veri e un progetto di lungo periodo. Qui è in gioco la credibilità della politica industriale del Paese”.
La crisi tocca il cuore del distretto biomedicale di Mirandola, uno dei principali poli europei del settore. Dal territorio modenese arriva il monito di Stefania Cargioli, segreteria provinciale di Azione Modena: “La crisi di Medolla non è una vertenza isolata: rischia di innescare un effetto domino su tutta la filiera, colpendo fornitori, servizi e occupazione. Chiediamo che il Governo convochi subito istituzioni, sindacati e proprietà per definire impegni chiari, tempi certi e garanzie occupazionali”.
Ma è dal versante ferrarese che emergono le preoccupazioni sociali più dirette. Danny Farinelli, segretario provinciale di Azione Ferrara ed ex lavoratore del sito, ricorda il legame tra fabbrica e territorio: “Le ricadute non si fermano a Medolla: colpiscono anche l’Alto Ferrarese, in quanto molti lavoratori risiedono nei comuni di Bondeno, Cento e Terre del Reno. Lo sciopero di 40 ore dice una cosa semplice: i lavoratori non chiedono promesse, chiedono futuro. E il futuro si costruisce con un piano industriale vero”.
Nel testo depositato in Senato si evidenzia come lo stabilimento sia “una realtà industriale storica, attiva da decenni nella produzione di dispositivi medicali ad alta complessità tecnologica” e parte del distretto considerato “il più importante polo produttivo del settore biomedicale a livello europeo”.
L’interrogazione richiama anche il patrimonio professionale del sito, oggi rappresentato da oltre 500 addetti, e mette in guardia sugli effetti a catena: il distretto della bassa modenese viene definito “un ecosistema industriale strategico” con competenze e servizi diffusi anche nell’alto Ferrarese.
Tra i punti sollevati al ministro figurano: la richiesta di iniziative urgenti per garantire continuità produttiva e occupazionale; la possibile attivazione di un tavolo di crisi nazionale con Regione, enti locali, sindacati e proprietà; la tutela delle competenze “costruite in decenni di investimenti pubblici e privati”; la valutazione di strumenti industriali e accordi per favorire partner solidi ed evitare operazioni speculative; il monitoraggio delle ricadute sul distretto e sui territori limitrofi ferraresi già fragili dal punto di vista produttivo.
“Stupiti e amareggiati: ci aspettavamo un piano industriale ma ci è stato comunicato un piano di vendita pieno di incertezza”. Così si è espresso l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, all’incontro dello scorso 16 febbraio a Bologna del tavolo di salvaguardia occupazionale per lo stabilimento di Medolla della multinazionale Gambro Vantive. “Ora – ha detto Paglia – la situazione è molto preoccupante, così si mette a rischio il futuro del sito produttivo di Gambro Vantive di Medolla (Mo) che ha contribuito a fare la storia del distretto biomedicale emiliano-romagnolo, un polo di eccellenza di livello europeo. Oggi stesso porterò la vicenda all’attenzione del ministero delle Imprese e del Made in Italy”.
“La Regione – ha aggiunto l’assessore regionale – sarà a fianco delle lavoratrici, dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali per difendere i livelli occupazionali e la continuità produttiva di un sito- ha aggiunto Paglia-. Se Vantive non è in grado di garantire, come ci ha comunicato, un rilancio, non siamo disponibili ad affrontare alcuna discussione che non veda l’individuazione di un soggetto industriale forte, magari italiano, che garantisca prospettive occupazionali in primis e investimenti. E questo in tempi certi poiché – conclude l’assessore – il perdurare della situazione di incertezza può essere vissuto come un elemento di preoccupazione dell’intero sistema del distretto biomedicale che non può accettare un lento e progressivo declino di un’azienda così importante”.
Gambro Vantive, situata nel cuore del distretto biomedicale della bassa modenese, è attualmente controllata dal fondo statunitense Carlyle.
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