Economia e Lavoro
19 Febbraio 2026
Govoni (vicepresidente Camera di Commercio): “Per il territorio ferrarese, caratterizzato da una crescente difficoltà nell’intercettare e trattenere i talenti più giovani, investire sulle competenze non è più una scelta, ma una necessità strategica”

Economia ferrarese, prospettive di crescita dello 0,5% nel 2026

di Redazione | 3 min

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È il reato su cui, tramite il loro esposto, i consiglieri comunali Fabio Anselmo (Lista civica Anselmo) e Davide Nanni (Pd) chiedono alla Procura di Ferrara di fare accertamenti circa le due delibere comunali (le numero 163 e 164) relative alla cessione di Amsef

Nel 2026 l’economia ferrarese dovrebbe crescere dello 0,5%, un dato di poco più basso di quello ipotizzato tre mesi fa e inferiore di qualche decimo di punto rispetto al valore regionale (+0,8%) e a quello nazionale (+0,7%).

Lo scenario previsionale è stato formulato da Prometeia e tiene conto del difficile contesto globale ed europeo. Un contesto internazionale che resta incerto e si riflette sulle decisioni di famiglie e imprese: il dollaro svalutato sull’euro penalizza le esportazioni, mentre le tensioni geopolitiche alimentano un clima di cautela che frena i consumi.

Nell’anno appena trascorso, il valore aggiunto ferrarese ha registrato un incremento contenuto, con un profilo trimestrale irregolare e una dinamica complessiva che ha riflettuto la debolezza della domanda interna. I consumi delle famiglie sono cresciuti lentamente, frenati dall’erosione del potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione e da una propensione al risparmio che rimane elevata. Gli investimenti hanno mostrato segnali alterni: nel 2025 a soffrire, in particolare, l’Industria, che ha registrato una lieve decrescita del -0,4% (+0,1% le stime per il 2026), i Servizi (-0,7%; +0,8% le stime per il 2026) e l’Agricoltura (-3,1%; +4,3% le stime per il 2026). Buona resilienza evidenziata dal comparto delle Costruzioni (+4,8%), sostenuta in parte dalla spesa legata alla transizione digitale ed energetica.

“Per il territorio ferrarese, caratterizzato da una crescente difficoltà nell’intercettare e trattenere i talenti più giovani, investire sulle competenze non è più una scelta, ma una necessità strategica”. Così Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “La forza e il valore delle imprese dipendono in larga misura dalle persone. In un quadro demografico in declino, reso ancor più complesso dalla crescente mancanza di profili specializzati indispensabili allo sviluppo del nostro sistema produttivo, diventa essenziale intervenire su diversi livelli – dalla formazione all’organizzazione – per rendere le aziende più attrattive agli occhi dei giovani, risorsa oggi sempre più preziosa”.

Il settore estero – evidenzia l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio – ancora offre un contributo disomogeneo. Le esportazioni ferraresi, infatti, hanno mostrato fasi di recupero, soprattutto verso i mercati extra UE, ma restano esposte al rallentamento del commercio globale. La bilancia dei pagamenti, dopo le forti tensioni del 2022, ha recuperato un saldo positivo del conto corrente, grazie soprattutto al miglioramento della componente energetica. La posizione patrimoniale netta sull’estero continua a rafforzarsi, un segnale di maggiore solidità finanziaria complessiva. Le prospettive per il quadriennio 2025-2028 delineano una crescita moderata ma progressiva, con tassi inferiori all’1% nel breve periodo e un lieve rafforzamento nel medio termine. Uno scenario che richiede politiche attente: sostenere gli investimenti produttivi, rafforzare la produttività e accompagnare la transizione economica trasformando la resilienza in crescita strutturale.

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