Cronaca
19 Febbraio 2026
La giunta Fabbri ha incaricato un legale per difendere davanti al Tar la scelta di non dare l'accesso agli atti per le autorizzazioni

Tredici sforamenti in un concerto del Summer Festival, ma il Comune non fa vedere gli atti

di Marco Zavagli | 2 min

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È il reato su cui, tramite il loro esposto, i consiglieri comunali Fabio Anselmo (Lista civica Anselmo) e Davide Nanni (Pd) chiedono alla Procura di Ferrara di fare accertamenti circa le due delibere comunali (le numero 163 e 164) relative alla cessione di Amsef

Chiedevano al Comune di Ferrara, in quanto residenti nella zona di Piazza Ariostea, di conoscere quali autorizzazioni siano state concesse per gli eventi del Summer Festival del 2026.

Una richiesta, firmata da 33 cittadini, che risale al 10 dicembre 2025 ed era diretta a tre enti: Comune di Ferrara, Sovrintendenza e Arpae. Solo quest’ultima ha risposto.

I residenti chiedevano tutte le autorizzazioni concesse agli organizzatori per valutarne con i propri legali la legittimità. Vale a dire come la giunta abbia soppesato il bilanciamento tra l’attività imprenditoriale e la tutela del benessere psico-fisico della popolazione interessata dall’immissione di rumore nel suo contesto residenziale.

Anche perché più volte chi abita attorno all’area, che per un mese e mezzo diventa off limit per i cittadini, ha lamentato picchi di inquinamento acustico poco tollerabili.

E Arpae risponde praticamente subito, rendendo noto che sono stati eseguiti rilievi fonometrici nel corso della serata del 2 luglio 2025, durante il concerto del gruppo musicale Judas Priest.

Per quell’evento gli organizzatori, l’Associazione musicale Butterfly, aveva chiesto la proroga dei tempi concessi per lo spettacolo fino alle 2 di notte.

E i risultati dicono che i limiti sono stati sforati ben 13 volte.

Sforamenti che, scriveva Arpae, dai quali scaturirà una “sanzione amministrativa all’associazione organizzatrice dei concerti-show dell’iniziativa Ferrara Summer Festival 2025”.

Ora, di fronte alla mancata consegna dei documenti dovuti per legge, alcuni residenti hanno fatto ricorso al Tar. Nello specifico la richiesta è volta all’“accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato sull’istanza di accesso agli atti e per la conseguente condanna all’ostensione a carico del Comune di Ferrara e della Soprintendenza di consentire la visione e il rilascio delle copie della documentazione richiesta, in relazione, tra l’altro, per quanto di competenza dell’Amministrazione comunale, agli atti, pareri, relazioni tecniche, valutazioni di impatto acustico e autorizzazioni richieste e rilasciate per le manifestazioni del Ferrara Summer Festival 2026”.

E la giunta Fabbri, anziché cedere alla richiesta di accesso agli atti, ha preferito resistere in giudizio e nominare un avvocato esterno per farsi rappresentare davanti ai giudici amministrativi.

Questa decisione costerà alle casse comuni circa 5mila euro.

Nella delibera di nomina del professionista, gli si chiede, oltre che informare tempestivamente il Comune sulla vicenda processuale fino alla conclusione, anche di “esprimere periodicamente parere circa eventuali rischi di soccombenza, al fine di consentire all’Amministrazione di provvedere ai successivi necessari incombenti richiesti dalla Corte dei Conti”.

L’udienza che vedrà contrapposti residenti e Comune è prevista per aprile.

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