Cronaca
19 Febbraio 2026
Integrazione all'esposto presentato dai consiglieri comunali Anselmo e Nanni: "Modalità della dismissione delle quote di Amsef risultano essere già ben delineate ancor prima che vi sia la pubblicazione del bando di evidenza pubblica"

Delibere Amsef. “La Procura indaghi per turbativa del bando”

di Davide Soattin | 3 min

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Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Vale a dire l’articolo 353 bis del codice penale, quello secondo cui chi interferisce fraudolentemente o con mezzi illeciti nella preparazione di un bando o atto simile per favorire qualcuno è punibile con una pena da sei mesi a cinque anni di carcere e una multa da 103 a 1.032 euro. È il reato su cui, tramite il loro esposto, i consiglieri comunali Fabio Anselmo (Lista civica Anselmo) e Davide Nanni (Pd) chiedono alla Procura di Ferrara di fare accertamenti circa le due delibere comunali (le numero 163 e 164) relative alla cessione di Amsef.

Gli atti, approvati dal Consiglio Comunale durante la seduta dello scorso 19 dicembre e pubblicati il 22 dicembre sull’Albo Pretorio online del Comune di Ferrara, riguardano la vendita e la conseguente privatizzazione dell’azienda di onoranze funebri di cui il Comune detiene una partecipazione indiretta attraverso la holding Ferrara Tua. Gli stessi erano già stati oggetto, durante la scorsa settimana, dell’istanza di revoca in autotutela che Anselmo e Nanni avevano presentato, ritenendoli entrambi fondati su atti e documenti definitiinesistenti“.

In particolare, come evidenziato nelle quattro pagine di integrazione all’esposto iniziale depositato lo scorso 11 febbraio, gli “atti e documenti inesistenti” sarebbero relativi alle presunte indagini propedeutiche, le attività di benchmarking e il confronto comparativo dei modelli organizzativi utilizzati per la gestione dei servizi di onoranze funebri.

“La determinazione dell’amministrazione comunale, approvata con voto espresso dai gruppi di maggioranza, sulla vendita della società Amsef Srl, risulta avere confini e contenuti che necessitano di vaglio da parte dell’Autorità Giudiziaria” proseguono Anselmo e Nanni nell’esposto. E lo fanno citando quattro articoli de La Nuova Ferrara, tre pubblicati precedentemente e uno successivamente alla seduta consiliare dello scorso 19 dicembre, in cui veniva “già dato atto dell’operazione di cessione delle quote di Amsef Srl, delle precise tempistiche, del prezzo complessivo della cessione, nonché dell’acquirente”.

Articoli in cui – proseguono i due consiglieri comunali – viene delineato “un contesto di informazioni e rapporti che si ritiene debbano essere sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria” poiché le modalità della dismissione delle quote in Amsef da parte di Ferrara Tua risultano essere “già ben delineate ancor prima che vi sia la pubblicazione del bando di evidenza pubblica“. Ciò però contrasterebbe con quanto riportato nella delibera 164, in cui la dismissione viene autorizzata “al miglior prezzo risultante da procedura a evidenza pubblica“.

Tutte circostanze – chiudono Anselmo e Nanni – che “riteniamo possano rappresentare condotte prodromiche al compimento di atti in grado di turbare la libertà della scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione, turbando altresì il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando, allo stato ancora non pubblicato, con conseguente configurabilità del reato di cui all’art. 353 bis cp”, ovvero quello di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Da qui la richiesta alla Procura di “eseguire gli opportuni accertamenti e le conseguenti determinazioni di legge, al fine di valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti” in relazione ai fatti descritti nell’esposto.

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