Cronaca
17 Febbraio 2026
Il giudice ha disposto per la coppia di fidanzati coinvolta nella vicenda il solo divieto di avvicinamento nei confronti dei due uomini di nazionalità egiziana. Scambio di accuse reciproche durante l'interrogatorio

Rissa di Pontelagoscuro, arresti non convalidati. Tutti liberi

di Davide Soattin | 3 min

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Tutti liberi i quattro che erano finiti in carcere per la violenta colluttazione a colpi di martello e fendenti di cutter avvenuta, lo scorso 13 febbraio, in via Vivaldo Vivaldi a Pontelagoscuro. Il gip Giovanni Solinas del tribunale di Ferrara infatti, durante l’udienza di ieri (16 febbraio) mattina, non ha convalidato gli arresti, disponendo il divieto di avvicinamento per il cittadino tunisino 28enne e la cittadina marocchina 25enne nei confronti dei due cittadini di nazionalità egiziana di 43 e 44 anni, a cui non è stata data alcuna misura.

I quattro restano comunque indagati a piede libero per rissa e lesioni.

La vicenda – come avevamo già raccontato – s’inserisce in un complicato scambio di accuse reciproche legate a screzi e tensioni di vicinato, relativamente all’utilizzo del locale di un’abitazione in fase di ristrutturazione.

Secondo la versione fornita dalla ragazza, lei e il padre occupano un appartamento di proprietà di un cittadino egiziano. Accanto all’abitazione sorge un garage, anch’esso riconducibile allo stesso proprietario, dove – sempre stando a quanto la giovane ha raccontato davanti al giudice per le indagini preliminari – vivrebbero e dormirebbero alcuni connazionali dell’uomo, che – in queste settimane – starebbero effettuando lavori di ristrutturazione per trasformare il locale in una vera e propria abitazione.

La ragazza ha però sostenuto che il proprietario avrebbe esercitato forti pressioni affinché lei e il padre lasciassero l’appartamento, così da consentire ai quattro uomini di trasferirvisi stabilmente, arrivando a imporle il trasferimento nel garage una volta terminati gli interventi.

La situazione sarebbe quindi precipitata durante il primo pomeriggio di venerdì. In quella circostanza, sempre secondo la ricostruzione della ragazza, i due uomini avrebbero bloccato il fidanzato della giovane per poi colpirlo alle spalle con un un cutter. La ragazza ha raccontato di aver tentato in un qualche modo di difendere il proprio compagno, prima di fuggire e cercare aiuto e riparo all’interno della caserma dei carabinieri di Pontelagoscuro per segnalare ai militari del 112 quanto era appena accaduto.

Non solo. La ragazza ha inoltre riferito di essere stata vittima di un’aggressione già la serata precedente, quella del 12 febbraio, quando avrebbe ricevuto un pugno al volto e sarebbe stata strattonata per i capelli da uno dei cittadini di nazionalità egiziana coinvolti nella vicenda. Trasportata in ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Cona, le sono stati diagnosticati dieci giorni di prognosi, come confermato dai referti medici. Per quell’episodio, ha inoltre fatto sapere di avere già sporto denuncia ai carabinieri.

Versione diametralmente opposta, invece, quella fornita dalla coppia di uomini egiziani. I due, che non risultano residenti nel box, oltre a negare la presenza di altri due connazionali coinvolti nella vicenda, hanno respinto le accuse mosse dalla ragazza. Hanno sostenuto di essere stati aggrediti per primi dai fidanzati, i quali – a loro dire – avrebbero fatto irruzione nel garage dove uno dei due, quello colpito con una martellata allo zigomo, stava lavorando, infastiditi dalla loro presenza. Avrebbero quindi reagito di conseguenza, cercando inizialmente di calmare gli animi e poi difendendosi.

La coppia ha infine smentito anche le accuse relative alla prima aggressione ai danni della giovane, affermando di aver subito per prima l’attacco anche in quell’occasione.

Al termine degli interrogatori, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la scarcerazione di tutti e quattro gli indagati, i cui nomi restano comunque iscritti nel registro. Sia sulla lite di giovedì sera sia sulla rissa di venerdì – per la quale, tra l’altro, l’unico testimone risulta essere un uomo di nazionalità egiziana presente insieme agli altri due connazionali – proseguono gli accertamenti degli inquirenti, coordinati dal pm di turno Barbara Cavallo. L’obiettivo, non semplice, è ricostruire con precisione il quadro delle eventuali responsabilità penali individuali.

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