Attualità
13 Febbraio 2026
Caritas, Arcidiocesi e volontari al lavoro per ospitare fino a 80 persone fino a giugno. Tra riscaldamento, donazioni e difficoltà per chi lavora fuori città, l’emergenza resta aperta

Corsa contro il tempo per accogliere gli sfollati del Grattacielo

di Redazione | 2 min

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È stata una corsa contro il tempo quella che Caritas e Arcidiocesi di Ferrara insieme a tutte le associazioni che hanno supportato e continuano a supportare gli sfollati del Grattacielo. Tra loro Cittadini del Mondo, Viale K, Arci, Agesci che da ieri, insieme a tutti i volontari che si sono messi a disposizione, sono al lavoro per accogliere gli sfollati a San Bartolo.

Dopo aver lasciato le loro abitazioni nelle Torri A e C fin dalle 7 del 12 febbraio, alle 18 gli sfollati non erano ancora arrivati. Nel frattempo al San Bartolo erano ancora in corso i preparativi per allestire le camere mentre volontari di Arci, La Resistenza e Transfem organizzavano navette per portare le persone nel luogo in cui verranno accolte fino a fine giugno.

È quello i limite massimo che hanno a disposizione per trovare un nuovo spazio visto che per la struttura, di proprietà di Ausl, è già stato avvitato il processo di vendita.

Nella struttura potranno essere ospitate tra le 70 e le 80 persone mentre i pasti saranno messi a disposizione dalla mensa della Caritas con il supporto degli scout, come già fatto a Viale K. Si cercherà comunque di creare una comunità che collabori per poter garantire il servizio.

Specialmente finche non aumenteranno le temperature sarà necessario mantenere attivo il riscaldamento per un costo che è stato stimato tra i 15mila e i 18mila euro mensili. Una cifra che in parte verrà coperta da Ausl, anche se a temperature inferiori a quelle che servono per abitare avrebbero tenuto comunque acceso il riscaldamento per mantenere salubri gli spazi.

Per la parte restante ci si affiderà a donazioni ma anche al contributo di chi tra gli ospiti lavora. Non sarà un contributo fisso ma una percentuale del 10% dell’ultima busta paga avuta.

Proprio il lavoro è uno dei problemi per cui molti (anche tra chi ne ha bisogno) rischiano di non usufruire degli spazi messi a disposizione. Chi non ha la macchina, e i volontari garantiscono essere la maggior parte, avrà difficoltà ad andare a lavorare.

In tanti ogni mattina si recano all’Interporto di Bologna e vivere al Grattacielo o in zona Gad era comodo proprio per la vicinanza alla stazione dei treni e dei mezzi pubblici per raggiungere il lavoro. Ora invece si troverebbero a vivere a grande distanza e, come fa notare un volontario, devono essere al lavoro alle 6.30 ma a quell’ora non ci sono autobus. Un discorso simile vale per chi fa la guardia giurata, anche loro hanno orari notturni e rischierebbero di dover andare o tornare da lavoro a piedi fino alla struttura.

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