Non uno sgombero ma una “liberazione”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri definisce l’operazione di trasloco forzato – per motivate esigenze di sicurezza – dei residenti rimasti nelle Torri A e C del Grattacielo.
“Dall’amministratore di condominio – afferma il sindaco in un intervento sui social – abbiamo appreso che era venuto meno il requisito fondamentale richiesto dai Vigili del Fuoco, che fino ad oggi aveva consentito una sorta di tolleranza”.
In realtà già da anni si era a conoscenza della situazione di pericolo, tanto che il verbale degli ultimi sopralluoghi effettuati dagli uomini del 115 è speculare a quello di due anni prima.
“Per questo – continua Fabbri – erano stati concessi ulteriori giorni di tempo per permettere le operazioni di sgombero dei locali. Non sono stati infatti garantiti ulteriori impegni economici nei confronti del personale addetto alla sorveglianza (l’amministratore aveva incaricato Securfox, ndr) dei contatori e ciò ha portato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ad assumere all’unanimità questa decisione. L’incolumità delle persone sarebbe stata fortemente a rischio”.
Fabbri ammette che “sapevamo che non sarebbe stata un’operazione semplice e indolore, per questo il Comune, anche questa mattina, con gli operatori di Asp presenti sul posto, sta continuando a fare la propria parte per mappare i nuclei fragili con minori che non avevano ancora preso contatti con i nostri uffici”.
“Ma ciò che più conta è che oggi finisce uno stato di pericolo che gravava su molte persone” spiega il primo cittadino, che rivendica il fatto che “essere amministratori significa fare delle scelte, anche difficili e a volte impopolari, assumendosene la responsabilità. Io l’ho fatto, nonostante negli anni si siano verificati diversi principi di incendio e fosse acclarata una condizione di pericolosità che si trascina dal 1993”.
“Abbiamo detto finalmente basta – prosegue – a una situazione irrecuperabile che andava avanti da troppo tempo, tra proroghe e progetti rimasti nel cassetto, senza risultati”.
Fabbri infine ringrazia le famiglie che, “con grande dignità e in silenzio, nonostante l’amarezza di lasciare la propria casa, hanno compreso le ragioni del provvedimento e si sono attivate fin da subito per trovare una nuova sistemazione”.
A dire il vero molte famiglie hanno lamentato di essere state letteralmente gettate per strada, come è stato detto durante l’assemblea di condominio del 2 febbraio scorso. e anche oggi alcuni hanno urlato, disperati, il proprio dolore. Ma Fabbri nè qualcuno della sua amministrazione era presente.
“Ringrazio tutti gli operatori impegnati in queste delicate operazioni – conclude Fabbri -, che proseguiranno per l’intera giornata: la Prefettura, la Questura e tutte le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia locale, l’Ausl, l’Asp e i dipendenti del Comune”.
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