“La qualità dell’aria non è un tema ideologico ma una questione di salute pubblica, di giustizia ambientale e di responsabilità istituzionale”. Con queste parole il Gruppo assembleare del Partito democratico dell’Emilia-Romagna lancia l’allarme sui pesanti tagli previsti dal Governo al Fondo nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria nella Pianura padana, denunciando il rischio concreto di vanificare anni di politiche ambientali e di esporre nuovamente l’Italia a procedure di infrazioni europee.
A prendere posizione sono il capogruppo Pd Paolo Calvano e la consigliera regionale Francesca Lucchi, che puntano il dito contro la Legge di bilancio 2026: “I tagli previsti rappresentano un passo indietro grave e incomprensibile, proprio mentre le Regioni del bacino padano stavano dimostrando che ridurre l’inquinamento è possibile”.
Dal 2014 l’Italia è infatti sotto procedura di infrazione europea per il superamento sistematico dei limiti di Pm10. In questo contesto, la Regione ha rafforzato negli ultimi anni il proprio impegno con l’approvazione del nuovo Piano aria integrato regionale (Pair 2030), che mette insieme politiche su mobilità sostenibile, agricoltura ed efficienza energetica. Strategie integrate che, sottolinea il Pd, hanno già iniziato a produrre risultati concreti.
“Negli ultimi anni – sottolineano Calvano e Lucchi – grazie agli incentivi regionali sono state acquistate circa 15 mila biciclette elettriche e cargo bike, uno strumento concreto per migliorare la qualità dell’aria e sostenere famiglie e cittadini nei loro spostamenti quotidiani. Solo nel 2023 e 2024 sono state finanziate oltre 11,800 domande. Oggi tutto questo rischia di fermarsi”.
Il nodo centrale è la riduzione del Fondo nazionale per la qualità dell’aria, definita dal Gruppo “drastica”: circa il 75% delle risorse verrebbe tagliato nel triennio 2026-2028. Per l’Emilia-Romagna l’impatto stimato è di circa 52 milioni di euro in meno, risorse che verrebbero di fatto rinviate agli anni successivi, bloccando interventi già programmati e considerati strategici.
“Tagliare sulla qualità dell’aria significa tagliare sulla salute dei cittadini – proseguono Calvano e Lucchi -. Lo dicono con chiarezza anche il mondo scientifico e sanitario: l’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di malattie e morti premature, soprattutto in un’area fragile come la Pianura Padana, dove vivono 25 milioni di persone. Condividiamo le preoccupazioni di Legambiente e delle altre associazioni che si occupano di tematiche ambientali e come Gruppo Assembleare Pd continueremo ad ascoltare, a discutere e a supportare totalmente le loro proposte sui territori”
Una preoccupazione condivisa anche dalle altre Regioni del bacino padano che, con una nota inviata al Governo nel novembre scorso, hanno chiesto di mantenere inalterate le risorse già programmate per evitare l’aggravarsi delle procedure di infrazione e possibili sanzioni economiche a carico dello Stato.
“Non possiamo permettere che la transizione ecologica venga trattata come un tema superato – concludono Calvano e Lucchi -. La qualità dell’aria deve tornare ad essere una priorità nazionale, con risorse certe e programmabili. È una scelta che riguarda la salute delle persone, la competitività dei territori e il futuro delle nostre città”.
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