Dopo l’incontro convocato in Prefettura per affrontare le conseguenze dello sgombero delle torri A, B e C del Grattacielo, arrivano dure prese di posizione da parte de La Comune e del Partito democratico di Ferrara, che intervengono in risposta alla nota stampa dell’assessora Cristina Coletti.
“Quello che sta succedendo riguarda tutta la città”. Da qui parte La Comune, affermando che “la nota stampa dell’assessora Coletti è una buona occasione per fermarsi e chiedersi che cosa sta davvero dicendo, a chi sta parlando e quale idea di città sta raccontando”.
Riferendosi al tavolo prefettizio, il gruppo d’opposizione sottolinea che “i 27 soggetti convocati non erano seduti lì per confusione, ma perché il problema è grande, complesso e nessuno può affrontarlo da solo”. Per questo, giudica significativo che l’assessora abbia dichiarato di non comprendere l’oggetto: “Questo significa non riconoscere che quello che sta succedendo appartiene alla città”.
Critiche anche sul linguaggio utilizzato nella nota, in particolare sulla definizione di “inappropriato” riferita al termine “sfollati”: “Quando una persona riceve un’ordinanza, deve lasciare casa e non può rientrare, che parola bisognerebbe usare?”.
Secondo La Comune, richiamare la consapevolezza pregressa delle criticità dell’edificio “sposta il discorso dalla responsabilità collettiva alla colpa individuale”, senza distinguere tra le diverse situazioni, “indipendentemente dal fatto che solo 35 appartamenti su 189 siano stati inadempienti”.
Sul tema della fragilità, il gruppo riconosce che abitare al Grattacielo non renda automaticamente vulnerabili, ma osserva che “oggi molte persone stanno diventando fragili proprio perché stanno perdendo casa, stabilità, sicurezza”. E conclude: “Amministrare una città significa stare dove i drammi si stanno compiendo. Non abbiamo soluzioni magiche, ma sappiamo da che parte stare: dalla parte di chi oggi chiede solo di non essere lasciato solo”.
Anche il Partito democratico di Ferrara esprime “forte preoccupazione per la posizione assunta dall’Amministrazione comunale”. Nel documento diffuso, il Pd chiarisce che “la responsabilità di chi governa non si esaurisce nell’emanazione di ordinanze, che sono un atto dovuto quando è in gioco la sicurezza pubblica”, ma consiste soprattutto nel “gestire l’emergenza nel suo complesso, governandone le conseguenze sociali, abitative ed economiche”.
Secondo i dem, di fronte a una situazione che coinvolge centinaia di persone, il Comune avrebbe scelto “di aprire uno scontro istituzionale senza precedenti, contestando il tavolo convocato in Prefettura, anziché concentrarsi sulla tutela concreta dei cittadini”. E sottolineano che “nulla può funzionare se chi ha il dovere di esercitare la responsabilità pubblica sceglie di non farlo fino in fondo”.
Particolarmente contestata è la definizione dell’emergenza come “privata”: “È una forzatura che non regge alla prova dei fatti, soprattutto considerando che il Comune è direttamente coinvolto anche come proprietario di locali del Grattacielo”. Un elemento che, secondo il Pd, rende impossibile per l’Amministrazione “chiamarsi fuori né sul piano politico né su quello sostanziale”.
Il partito afferma che la narrazione di una Giunta ‘amica’ “da tempo non trova più riscontro nella realtà”, perché “quando si minimizza, si arretra e si scaricano responsabilità, non si dimostra vicinanza alla città”.
Il caso Grattacielo, conclude il Pd, “non è un episodio isolato, ma la punta di un iceberg che riguarda il modo in cui questa Giunta affronta le difficoltà”. Da qui la disponibilità a fare la propria parte “con senso di responsabilità e nell’interesse della comunità”, accompagnata però da “una profonda preoccupazione per un’Amministrazione che appare incline a sottrarsi al proprio dovere”.
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