Cronaca
3 Febbraio 2026
Alla riunione dei proprietari l'intervento dell'avvocato Gian Luigi Pieraccini chiarisce scenari legali, rischi e conseguenze economiche dello sgombero

Grattacielo. “Poche chance contro l’ordinanza, ma si può ricorrere sulla soluzione abitativa”

di Redazione | 2 min

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di Emanuele Gessi

A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l’avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati.

“Quando c’è uno sgombero pubblico come questo – ha dichiarato – secondo alcune pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo, che pur presentano dei limiti interpretativi, l’amministrazione dovrebbe garantire la soluzione abitativa“.

La riflessione di Pieraccini era cominciata prendendo in considerazione le probabilità, più limitate, di vincere un ricorso contro l’ordinanza sindacale “attraverso una redazione tecnica che smentisca la pericolosità della situazione attuale e che smentisca quello che hanno scritto i vigili del fuoco”.

Su queste basi l’avvocato ha proseguito con una sintesi del quadro che si va delineando per i condomini: “Il ricorso sul merito della possibilità di non uscire di casa, a mio avviso, ha davvero poche chance di accoglimento”. Discorso diverso per l’altro tipo di impugnazione: “Si potrebbe studiare una apertura di ricorso sul fatto che l’amministrazione, pur ordinando lo sgombero dell’immobile, non abbia garantito una soluzione abitativa“.

In accordo con quanto affermato anche dall’amministratore di condominio Francesco Donazzi (che ha detto che lo “sgombero deve diventare un’opportunità”), Pieraccini ha individuato nell’uscita temporanea dall’immobile come la miglior strada da percorrere allo stato attuale: “Dopo aver parlato con i tecnici mi sono convinto che lo sgombero sia la soluzione migliore. Al riguardo mi sono state evidenziate tre cose. Che la situazione è veramente pericolosa. Che i lavori si fanno meglio a immobile vuoto. E che gli eventuali finanziamenti sono più facili da ottenere se si esce”.

Disillusione nelle parole dell’avvocato quando ha constato come la perdita di valore degli immobili, a seguito delle ultime vicende, renda tutto più problematico. Anche nell’ottica di avviare una procedura esecutiva normale, per recuperare il credito nei confronti dei condomini morosi: “A fronte di una morosità ipotetica di 80 mila euro, accumulata da un singolo condomino, bisognerebbe avviare una esecuzione immobiliare dal costo di 8 mila euro. Per poi cercare di vendere all’asta l’immobile, che negli ultimissimi periodi valeva 20mila euro e che oggi, dopo le ordinanze, vale ancora meno”.

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