Dimensionamento scolastico: “Una scelta grave e miope”
Secondo Mirko Nistoro (Pd Ferrara), il commissariamento della Regione Emilia-Romagna rischia di produrre effetti negativi sui territori e sulla scuola pubblica
Secondo Mirko Nistoro (Pd Ferrara), il commissariamento della Regione Emilia-Romagna rischia di produrre effetti negativi sui territori e sulla scuola pubblica
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«Facciamo un po’ di chiarezza, perché il tema del dimensionamento scolastico, così come viene trattato in questi giorni dalla sinistra, ha tutta l’aria di voler essere l’ennesima strumentalizzazione per dare la colpa al Governo Meloni. Ma i fatti raccontano tutt’altra storia».
Così la coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia Ferrara Chiara Scaramagli, interviene sulle critiche avanzate dal Partito Democratico in merito al dimensionamento della rete scolastica. «Si tratta di un obiettivo previsto dal Pnrr, concordato con l’Unione Europea dai Governi Conte II e Draghi e la normativa di riferimento è costituita dalla legge n.106 del 15/07/2022. È quindi un percorso noto da anni, con parametri chiari e una tempistica definita, che non comporta la chiusura di plessi scolastici né la riduzione dell’offerta formativa e non penalizza studenti e famiglie».
«Inoltre – aggiunge Scaramagli – la sinistra omette di indicare che la stessa Regione Emilia-Romagna, con delibera della Giunta Bonaccini n.2301 del 22/12/2023, ha approvato il piano di dimensionamento scolastico così come previsto dal Governo Draghi, riconoscendone formalmente la cornice normativa e gli obiettivi».
«Se il Governo Meloni è intervenuto lo ha fatto esclusivamente per rendere più flessibili i criteri, introducendo per esempio deroghe a tutela dei territori più fragili come aree interne, zone montane e piccole isole, e lasciando alle Regioni ampia autonomia nella scelta degli accorpamenti, che restano di natura giuridico-amministrativa. Una scelta fatta tramite un confronto costante in sede di conferenza Stato-Regioni».
Secondo Scaramagli, il commissariamento dell’Emilia-Romagna è «la diretta conseguenza della scelta della Regione di non ottemperare agli obblighi previsti, ben consapevole delle possibili ricadute, probabilmente per alimentare uno scontro politico e attaccare strumentalmente per l’ennesima volta il Governo Meloni. Arrivare al commissariamento è stata una scelta della Regione incomprensibile, che fa pensare al fatto che si sia voluto creare l’incidente solo per criticare il Commissario che il Governo è stato costretto a nominare a seguito degli inadempimenti».
«La normativa prevedeva una riduzione progressiva nell’arco di tre anni – chiosa Scaramagli – che avrebbe consentito un impatto graduale e condiviso. Non aver rispettato quella tempistica ha portato oggi a concentrare gli interventi in un solo anno scolastico, con le conseguenti ed ovvie problematiche organizzative e logistiche che tale concentrazione comporta. Ancora una volta, quindi, la sinistra perde una buona occasione per fare una scelta responsabile e migliorativa dell’organizzazione scolastica, arrivando addirittura a sbugiardare le sue stesse decisioni pur di fare propaganda contro il Governo Meloni».
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