Cpr, medico ferrarese fermato in aeroporto
È stato fermato dalla Polizia appena sceso dall'aereo e portato negli uffici della sicurezza dove gli hanno sequestrato il telefonino
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Una diffida e la valutazione di una possibile querela. L'avvocato Fabio Anselmo replica all'articolo pubblicato ieri - venerdì 25 settembre - da La Verità
"Aldro vive con noi". Il coro si alza ancora una volta, instancabile, a Ferrara, a ventuno anni dall'uccisione di Federico Aldrovandi
“Il Governo Meloni impugna la legge dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, ma continua a non fare ciò che da anni gli viene chiesto: una legge nazionale sul fine vita. È questo il vero punto politico della vicenda”
È di quattro persone ferite il bilancio del grave incidente avvenuto nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, attorno alle 17.30, sulla statale Romea, all'altezza di Vaccolino
“Capita sovente che alle vostre manifestazioni ci siano soggetti che non sono proprio sereni e calmi, come abbiamo visto in piazza Municipale e in altre occasioni”. È con queste parole che il vicesindaco Alessandro Balboni ha spiegato la scelta di non essere presente al momento dello sgombero degli sfollati dal Palapalestre.
Balboni ha risposto, nel corso del Consiglio comunale di ieri – lunedì 26 gennaio – alle accuse dell’opposizione, che aveva denunciato l’assenza dell’amministrazione in una fase considerata particolarmente critica, respingendo l’idea di un disimpegno. Il vicesindaco ha rivendicato una presenza costante fin dalle prime ore successive all’incendio della Torre B del Grattacielo: “Io e l’assessore Cristina Coletti siamo stati presenti dalla domenica mattina, per tutta la fase del Palapalestre, ogni giorno”.
Secondo il vicesindaco, quindi, la mancata presenza durante la protesta di domenica 18 gennaio sarebbe stata una scelta di responsabilità per evitare tensioni sociali, ribadendo che le decisioni sull’emergenza sono state assunte in sede collegiale all’interno del Centro di coordinamento dei soccorsi, insieme a Prefettura, Questura, Vigili del fuoco.
Le dichiarazioni di Balboni si inseriscono in una lunga seduta consiliare segnata da un confronto particolarmente acceso tra le parti. Durante la discussione sull’ordine del giorno presentato da Sara Conforti del Partito democratico, le posizioni tra maggioranza e opposizione si sono irrigidite, con toni che hanno spesso spostato il dibattito dal piano operativo a quello politico.
Dalle opposizioni è arrivata la denuncia di una risposta ritenuta insufficiente rispetto alla portata della crisi. “Non stiamo parlando di teorie – ha affermato Conforti – ma di strumenti che altri Comuni italiani hanno già utilizzato in situazioni simili. Qui si chiede che il Comune di Ferrara governi l’emergenza, non che la scarichi sui singoli”.
Di segno opposto la linea della maggioranza, che ha rivendicato l’azione immediata messa in campo dopo l’incendio: “Qui non c’è una medaglia da appuntarsi – è stato detto dai banchi della maggioranza – ma una tragedia sfiorata e una decisione dovuta per la tutela dell’incolumità pubblica”.
Nel corso della discussione è emersa con forza anche la contrapposizione sul ruolo del Comune: da un lato la richiesta di misure straordinarie e coordinate per garantire soluzioni abitative temporanee e definitive, dall’altro il richiamo ai limiti di competenza e di bilancio dell’ente locale.
Tra accuse reciproche, richiami alla sicurezza e riferimenti alle responsabilità del passato, sono però rimaste senza risposta molte delle domande più concrete rispetto all’emergenza abitativa del Grattacielo che la città si trova oggi ad affrontare. Un confronto che ha restituito l’immagine di un Consiglio comunale più concentrato sullo scontro politico e ideologico che sulla definizione di soluzioni operative e immediate.
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