Balboni: “Alle vostre manifestazioni soggetti non calmi”
Balboni ha risposto alle accuse dell'opposizione, che aveva denunciato l'assenza dell'amministrazione in una fase considerata particolarmente critica
Balboni ha risposto alle accuse dell'opposizione, che aveva denunciato l'assenza dell'amministrazione in una fase considerata particolarmente critica
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Centoquattordici operatori contrari allo spostamento, sei soltanto favorevoli. È questo il dato che ha dominato il dibattito sul mercato del lunedì
Il Movimento 5 Stelle chiede un intervento immediato del Comune per affrontare l’emergenza abitativa a Ferrara, garantendo assistenza agli sfollati del Grattacielo e superando i rimpalli di responsabilità istituzionali
Risposte brevi che non hanno soddisfatto le opposizioni. Sono quelle che gli assessori hanno riservato ai question time dell’opposizione durante il consiglio comunale di lunedì 26 gennaio in cui si discuteva dei residenti sfollati del Grattacielo.
Tre diverse istruttorie di Anna Zonari (La Comune di Ferrara), Davide Nanni e Matteo Proto (Pd) hanno cercato di sottolineare l’inadeguatezza dello sportello Sui nel gestire l’emergenza; quali misure amministrative siano state eseguite dal 2019 ad oggi; se sia possibile destinare risorse alle associazioni private che si stanno occupando volontariamente dell’emergenza.
Zonari: “Il Sui non è in grado di gestire l’emergenza”
Per la consigliera il Servizio unico integrato (Sui) dei servizi sociali non sarebbe in grado di gestire l’emergenza abitativa conseguente all’incendio della Torre B del Grattacielo.
Zonari ha sottolineato come molte delle persone sfollate, pur rientrando ordinariamente dei criteri di fragilità dei servizi sociali, si trovino oggi nell’impossibilità di sostenere i costi di soluzioni abitative alternative sul mercato privato. Una situazione determinata da “un evento straordinario” che coinvolge decine di nuclei improvvisamente rimasti senza casa.
La consigliera ha ricordato come, nei primi giorni dell’emergenza, il sindaco Alan Fabbri avesse annunciato pubblicamente che, superata la fase del primo soccorso, il Comune avrebbe lavorato per supportare gli sfollati nella ricerca di soluzioni abitative alternative, anche attraverso un’interlocuzione con il mercato privato degli affitti.
Da qui le domande rivolte all’amministrazione: in cosa consista concretamente questa intermediazione, quali strumenti siano stati attivati, quante persone ne abbiano beneficiato, con quali esiti e se sia stato richiesto il supporto della Regione Emilia-Romagna.
A rispondere, l’assessora alle politiche sociali Cristina Coletti che ha indicato nello sportello sociale il primo punto di riferimento per l’ascolto dei bisogni dei cittadini, precisando che al momento non esistono dati definitivi, trattandosi di una situazione “in continua evoluzione”.
L’assessora ha inoltre riferito di interlocuzioni avvenute tra il sindaco e il presidente della Regione Emilia-Romagna.
La replica di Zonari è stata netta. “Non sono soddisfatta – ha affermato – perché dichiarare chiusa una fase di emergenza e chiudere la palestra sei giorni dopo un incendio, lasciando sulla strada 40 persone, non puó lasciare soddisfatti”.
La consigliera ha inoltre sottolineato come l’accoglienza di queste persone sia avvenuta grazie all’iniziativa autonoma dell’associazione Viale K, “non perché qualcuno glielo abbia chiesto”.
Zonari ha poi ribadito le criticità strutturali del Sui: “Ridurre l’intermediazione con il mercato immobiliare a fornire un numero di telefono non è sufficiente”. Tra i tanti problemi che ha segnalato la consigliera anche il mancato ampliamento degli orari dello sportello sociale, la presenza frequente della segreteria telefonica e il fatto che molte persone non siano mai state interloquite o si siano sentite rispondere che non era possibile fare nulla.
Nanni: “Interventi tardivi”
Per il consigliere del Pd gli interventi sono arrivati “solamente dopo l’incendio dell’11 gennaio” nonostante diversi allarmi lanciati dal comando dei Vigili del Fucoco “circa la mancanza della sicurezza antincendio in tutto lo stabile del Grattacielo”.
Una decisione che per Nanni il sindaco Fabbri avrebbe dovuto prendere prima. Ora, nel qt, gli chiede: “Quali atti e misure amministrative, anche di controllo periodico, siano stati eseguiti dal 2019 ad oggi per verificare la messa in sicurezza antincendio del Condominio Grattacielo ed ottenere il rinnovo del Cpi a fini abitativi, che viene rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco”.
Una richiesta che per il vicesindaco Balboni non merita risposta dopo il lungo intervento del sindaco Fabbri con cui si è aperta la seduta. “Ha ricostruito – dice – una scia di disastri che hanno portato a un epilogo doloroso ma che poteva essere drammatico per la Torre B e che presenta enormi rischi per le torri A e C”.
Denuncia quindi una “doppia narrazione” del Pd e dell’opposizione attaccando i dem spesso costretti “a rincorrere altre frange della minoranza allontanandosi da quella cultura di governo che a volte hanno saputo rappresentare in regione, in città o in altre città italiane”.
“Oggi – aggiunge Balboni – non riescono a smarcarsi dalla responsabilità storica che rappresentano e a fare pace con quello che hanno fatto per decenni guardando al sindaco Fabbri come capro espiatorio”.
Chiaramente non soddisfatto della risposta Davide Nanni: “Né il sindaco né il vicesindaco hanno risposto al question time. Dal 2019 ad oggi non sono state prese delle ordinanze prima che si verificassero i fatti dell’11 gennaio scorso. Quelle ordinanze si dovevano prendere e si doveva programmare la gestione dell’emergenza”.
Proto: “Stanziate fondi per le associazioni”
Chiede di stanziare fondi per le associazioni private che si sono prese carico dell’emergenza il consigliere comunale del Pd Matteo Proto.
“Ci sono più di 40 persone – dice – in una sala che prima era destinata a un doposcuola. L’amministrazione si è disinteressata di loro a una settimana dall’incendio e a occuparsi di loro sono state associazioni private (Cittadini del Modno, Viale K, Unità di Strada della Caritas, Il Mantello)”.
Per il consigliere non si può lasciare a loro “la gestione di questa emergenza” e chiede un intervento del comune almeno sotto forma di “contributo economico”.
Lapidaria la risposta dell’assessora Cristina Coletti: “Il Comune ha fatto il Ccmune. Non sono previsti contributi per associazioni volontariato fatte volontariamente”.
Una risposta che chiaramente non soddisfa il consigliere che torna a sottolineare come qui si parli “di non meno di 450 persone che si trovano in una situazione di emergenza”.
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