“Non è più accettabile cercare capri espiatori rivolgendosi al passato: questa amministrazione governa da 7 anni!”. Alza la voce il Partito democratico di Ferrara di fronte all’ultima esternazione del sindaco.
Alan Fabbri, nell’annunciare lo sgombero anche delle torri A e C del Grattacielo, ha dato la colpa alle passate amministrazioni, per poi essere smentito – carte alla mano – dal predecessore Tiziano Tagliani.
“Esprimiamo forte preoccupazione per le conseguenze delle recenti scelte dell’Amministrazione comunale che porteranno all’evacuazione completa dello stabile- accusano i dem -. È una decisione che interviene su una situazione già estremamente complessa e fragile, con ricadute rilevanti sulla vita di molte persone e famiglie. Per questo riteniamo fondamentale che, accanto alle misure di sicurezza, vengano garantite informazioni chiare, tempi certi e risposte concrete a chi oggi si trova in una condizione di grave difficoltà”.
Il Pd chiede di assicurare agli sfollati “servizi adeguati, l’accesso a soluzioni abitative dignitose e la massima trasparenza nelle scelte amministrative, nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte perché si tratta di una emergenza che riguarda tutta la città. Non accettiamo sottovalutazioni o mancate risposte di fronte a una situazione che richiede serietà e assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli competenti”.
Secondo i dem l’amministrazione Fabbri “ha fatto delle scelte precise in ordine alle priorità e alla gestione delle risorse: di questo renda conto alla città. Risorse che ieri c’erano e oggi non più e che sicuramente potevano essere usate per iniziare a risolvere problemi come questo”.
Sulla questione interviene anche di Anna Zonari de La Comune che, di fronte al fatto di circa 450 persone costrette a lasciare la propria casa a tempo indeterminato, si chiede “come una città governa una situazione che non è più individuale, ma che investe direttamente profili di ordine pubblico, sociale e sanitario”.
“In questi giorni – avverte Zonari – l’Amministrazione ha diffuso una narrazione secondo cui quella del Grattacielo sarebbe una vicenda esclusivamente privata: il Comune avrebbe fatto il suo dovere e ora tutto ricadrebbe sui proprietari e sui residenti, dal momento che l’inagibilità sarebbe conseguenza di inadempienze note da anni e che avrebbero potuto essere affrontate per tempo”.
“È vero che le cause dell’inagibilità derivano da inadempienze private”, ma “è altrettanto vero che questa situazione era nota all’Amministrazione da anni e che l’ordinanza più recente è stata emessa a seguito di un verbale dei Vigili del Fuoco che riprende prescrizioni già trasmesse a sindaco e prefetto due anni fa”.
“Su questo – prosegue Zonari – sarà necessario accertare perché, in un arco temporale così lungo, non si sia attivato un adeguato monitoraggio”. Anche perché dal momento in cui il sindaco interviene con ordinanze per ragioni di sicurezza pubblica e impone alle persone di lasciare la propria casa, “la questione cessa di essere privata e diventa una responsabilità pubblica”.
“Questo – fa presente la consigliera – non è un giudizio politico: è quanto prevede il Testo Unico degli Enti Locali. Quando un’Amministrazione ordina lo sgombero di un edificio perché lo ritiene pericoloso per l’incolumità delle persone, non sta semplicemente esercitando un controllo su un immobile privato: sta utilizzando un potere straordinario che l’ordinamento collega a una responsabilità pubblica piena”.
Ecco perché, sempre secondo l’esponente di opposizione, “dire «abbiamo fatto tutto e ora tocca ai privati» non è sufficiente”.
Marzia Marchi del Movimento 5 Stelle interviene su Facebook rimarcando a sua volta la patina di provato affibbiato al problema da Fabbri: “l’emergenza di famiglie che non sono in grado di trovare soluzioni indipendenti, anche per come come sono stati lasciati andare il mercato privato degli affitti e la gestione delle case popolari, diventa un problema serio da gestire, non solo per ragioni appunto di pubblica incolumità, sia delle persone ‘sfrattate’ che di chi li ospita, ma anche di moralità amministrativa”.
“Con la prima ordinanza – aggiunge – s’è mobilitato di fatto solo il mondo del volontariato, ora è il momento di vedere all’opera la buona amministrazione”.
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