Politica
23 Gennaio 2026
L'ex sindaco: “Ridicolo che chi ha disertato le assemblee e non ha fatto verifiche per anni, oggi si appunti la medaglia del coraggioso e non del tardivo”

Grattacielo. Per Tagliani Fabbri fa finta di non sapere

di Redazione | 3 min

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“Un atto di responsabilità che in passato, e intendo nessuno dei miei predecessori sindaci ha voluto assumersi”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri si è espresso sulle motivazioni che hanno portato alla inagibilità delle altre due torri (la A e la C) del Grattacielo.

Affermazione che mai ha detto in conferenza stampa di fronte ai giornalisti, ma che ha fatto scrivere ai suoi comunicatori e ha ribadito in un video utile per i social di Facebook e Instagram.

Ma non ha fatto i conti con… Non tanto con l’oste, quanto con la cronistoria di quanto avvenuto a livello di amministrazione pubblica negli ultimi anni.

É il suo predecessore Tiziano Tagliani a ricordarglielo, sentendosi “direttamente chiamato in causa”.

“È una decisione grave, doverosa, che inciderà pesantemente sulla vita di tante famiglie – afferma Tagliani -. È tuttavia inaccettabile, e non lo accetto, che Fabbri affermi che questa decisione andava presa dai suoi predecessori, i quali non ne avrebbero avuto la forza. È vero esattamente il contrario, e lui lo sa bene, perché tutto è agli atti dell’amministrazione che dirige da quasi sette anni”.

Nel 2018, ricostruisce Tagliani (e la redazione di Estensecom ha verificato – documenti alla mano – i passaggi), “dopo la mia personale partecipazione alle animate assemblee condominiali dedicate al problema, fu raggiunta un’intesa. Venne presentato un progetto con il parere favorevole dei Vigili del Fuoco (prot. 5710 del 22/05/2018) e fu rilasciata l’ordinanza del 10/07/2018, successivamente prorogata per il completamento dei lavori”.

L’iter e il controllo dell’adempimento di tale ordinanza “erano onere del sindaco, dei Vigili del Fuoco e del prefetto in via sostitutiva”. L’ultima lettera di verifica risale al marzo 2019.

A questo punto, “poiché dal giugno 2019 a Ferrara governa Fabbri, lui e i dirigenti da lui nominati dovevano interessati tempestivamente del problema: diversamente, il mancato ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi avrebbe dovuto già allora portare a decisioni tempestive”.

E qui c’è il punto cruciale: “Appare piuttosto ridicolo che Fabbri, che evidentemente ha disertato le assemblee e non ha fatto verificare per anni la situazione, oggi si appunti la medaglia del coraggioso e non del tardivo”.

Tagliani ricorda a proposito che nel maggio del 2023 la giunta Fabbri “si vantava di un mega progetto di riqualificazione da 30 milioni di euro che avrebbe riqualificato tutto il quartiere: evidentemente allora il problema non era solo ‘privato‘, come oggi afferma”.

Da parte sua Tagliani si augura che “il dolore che incombe su tante famiglie che perdono casa, molte delle quali si sono indebitate per pagare la messa a norma del fabbricato, incontrino la solidarietà non solo del volontariato, ma anche dell’Asp, della Protezione Civile e di Acer, così come è stato per altre calamità”.

Secondo l’ex primo cittadino i modi per farlo “ci sono senza violare le norme e del resto che società è quella che lascia per strada famiglie e nel frattempo organizza il carnevale? Certo ci sarà un tornaconto politico elettorale per chi svuota il Grattacielo…”.

Tagliani chiude quindi con una constatazione amara: “non sono nato ieri, ma quale è il prezzo! Nel 2019 il tema era sulle scrivanie di tutte le istituzioni cittadine: dal prefetto al comandante dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, del questore financo su quella del procuratore capo Andrea Garau. In questi sei anni cosa sia successo non lo so, se non è successo nulla e nessuno se ne è accorto, è un bel problema”.

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