Lagosanto
23 Gennaio 2026
Un procedimento disciplinare sarebbe stato avviato contro una dottoressa del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita di Lagosanto dopo la denuncia delle gravi criticità emerse nel servizio

Pma Delta, la Cgil: “Inaccettabile colpire chi ha segnalato le irregolarità”

di Redazione | 2 min

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Lagosanto. Un procedimento disciplinare che sarebbe stato avviato nei confronti di una dottoressa del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) dell’Ospedale del Delta di Lagosanto accende nuove tensioni attorno a una vicenda già segnata da un’indagine giudiziaria in corso e dalla sospensione delle attività cliniche del servizio. A rendere nota la situazione è la Fp Cgil Ferrara, che parla apertamente di un atto “estremamente grave” nei confronti di una professionista che avrebbe contribuito a far emergere criticità rilevanti all’interno del centro.

La convocazione per il procedimento interno sarebbe arrivata infatti dopo la segnalazione di fatti ritenuti meritevoli di approfondimento da parte della magistratura, su ipotesi di reati penali definiti dal sindacato come “gravissimi”. Una situazione che si inserisce in un contesto già delicato, nel quale la direzione generale dell’Azienda sanitaria, d’intesa con l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi, ha disposto la sospensione cautelativa delle attività del Pma a tutela delle coppie coinvolte e della correttezza delle procedure.

Secondo la Fp Cgil, colpire disciplinarmente una sanitaria che avrebbe agito nel rispetto del proprio dovere etico e deontologico rappresenta un segnale allarmante. “La segnalazione di irregolarità in ambito sanitario – ricorda il sindacato – non è solo un diritto, ma anche un obbligo morale e professionale”. Inoltre, la normativa nazionale e i principi europei sul whistleblowing vietano esplicitamente qualsiasi forma di ritorsione, diretta o indiretta, nei confronti di chi segnala condotte potenzialmente lesive dell’interesse pubblico.

Da qui una serie di richieste precise rivolte alle istituzioni: chiarire immediatamente la natura e la legittimità del procedimento disciplinare, garantire alla dottoressa tutte le tutele previste dalla legge, vigilare affinché non vi siano pressioni o intimidazioni e riaffermare pubblicamente il valore della responsabilità professionale e della tutela dei pazienti come pilastri del servizio sanitario pubblico.

“La tutela della salute, della verità e della legalità non può trasformarsi in un motivo di penalizzazione”, sottolinea la Fp Cgil Ferrara, avvertendo che colpire chi denuncia rischia di indebolire la fiducia nel sistema sanitario e di scoraggiare future segnalazioni, con un danno potenziale per l’intera collettività.

Il sindacato annuncia infine che continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, nel rispetto del lavoro della magistratura e dei diritti di tutte le persone coinvolte. Il messaggio conclusivo è netto e simbolico: “La trasparenza non è un illecito. Il silenzio sì”.

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