“Il volontariato esprime, in modo variegato e pratico, il volto solidale della nostra città”. Inizia così Domenico Bedin che subito dopo si rivolge al sindaco di Ferrara Alan Fabbri.
“La solidarietà – scrive – non appartiene a nessuno in particolare… è patrimonio di tutti noi cittadini e penso in particolare di chi ha l’onore e l’onere di amministrare. Il Sindaco, come buon padre di famiglia, da una parte applicando le leggi soddisfa bisogni e i diritti dei cittadini secondo le possibilità economiche e organizzative del Comune, dall’altra può invitare i cittadini ad andare oltre ed esprimere con le forze solidali della comunità altre energie per andare oltre a favore soprattutto dei più deboli”.
“Se questo è vero – prosegue il presidente di Viale K, associazione che ospita alcuni degli sfollati del Grattacielo – allora mi chiedo perché per i cittadini della Torre B del Grattacielo il sindaco ha posto un limite oltre il quale tutto si doveva chiudere. Forse il sindaco poteva convocare le diverse associazioni e cooperative sociali o altri privati e chiedere di sostenere insieme questa emergenza che purtroppo si annuncia ancora lunga e che comune da solo non riteneva di continuare”.
“Non sarebbe stato – domanda – un modo bello per lavorare insieme e promuovere la solidarietà?”
Racconta quindi quello che si è trovato davanti agli occhi l’altra sera, “sui lettini nelle salette della scuola di Viale K”, dove sono ospitati alcuni residenti della Torre B, “senza forze dell’ordine al portone”, che “come amici fraterni riposavano dopo una giornata spossante”.
“Uomini di tante provenienze e lingue – racconta -, pronti a tornare lunedì al lavoro, alcuni in preghiera, altri al telefono con le loro famiglie, tutti sottovoce… riusciamo a capire che questo è il nuovo mondo che avanza? Che non deve essere scoraggiato e allontanato?”
“Infine – conclude -, quando il sindaco mi ha ringraziato dicendo però che sarebbe bene che il volontariato non faccia polemiche e che io in particolare non mi metta sempre in mostra… limitandomi a lavorare, mi ha fatto ricordare un vecchio adagio Veneto: La donna … ‘la piasa, la tasa e la staga in casa’. Ma ormai anche i leghisti veneti questo proverbio l’hanno ripudiato”.
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