Cronaca
23 Gennaio 2026
La conclusione del verbale: “la sicurezza in caso di incendio degli occupanti non risulta ad oggi garantita”

Il sopralluogo dei VVF: il Grattacielo è una bomba a orologeria

di Redazione | 5 min

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Oltre alla Torre B, colpita dall'incendio dello scorso 11 gennaio, anche le Torri A e C del Grattacielo sono state dichiarate inagibili con due ordinanze del sindaco Alan Fabbri firmate e pubblicate nel primo pomeriggio di giovedì 22 gennaio, dopo una mattinata di vertici e incontri in Prefettura

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Il personale tecnico del Comando di Via Verga è entrato per ispezionare gli edifici in più momenti diversi. Per la precisione il 13, 14 e 15 gennaio

In primo luogo le verifiche segnalano che “ad oggi per nessuna delle tre torri in questione è stata presentata la Segnalazione Certificata di Inizio Attività antincendio”, documentazione obbligatoria per edifici superiori a 54 e 24 metri come le due torri.

Per questo motivo è già stato formalmente contestato all’amministratore di condominio, Francesco Donazzi, l’esercizio in assenza di autorizzazione ai fini antincendio.

TORRE A. Per quanto riguarda la Torre A gli uomini del 115 confermano le difformità rispetto alle norme di prevenzione incendi già segnalate nel marzo 2024.

Si tratta del mancato completamento delle misure di prevenzione incendi previste nel progetto di adeguamento antincendio (approvato dal Comando il 15 settembre 2020) con particolare riferimento a: filtri a prova di fumo non ancora realizzati in tutti gli appartamenti e dispositivi di sovrappressione non collegati all’impianto di rivelazione incendi dell’intero complesso. Numerosi appartamenti, infatti, sono ancora privi delle porte antincendio, dei dispositivi di sovrappressione dei filtri, del rivelatore d’incendio.

Non sono stati poi installati i dispositivi antipanico sulla porta al piano terra e non è stata realizzata la porta resistente al fuoco per l’accesso ai locali seminterrati in cui sono collocati i quadri elettrici.

Non è ancora stato completato l’impianto di rivelazione incendi e di segnalazione di allarme in tutte le sue componenti (rilevatori, pulsanti e centralina). Stesso discorso per l’impianto manuale di segnalazione di allarme (l’impianto è solo parzialmente installato ma non ancora funzionante).

Non sono state inoltre adottate le misure gestionali in materia di sicurezza antincendio quali: adozione di misure preventive; predisposizione di misure di pianificazione dell’emergenza; informazione degli occupanti sulle procedure di emergenza; mantenimento in efficienza dei sistemi, dispositivi, attrezzature e delle altre misure antincendio adottate; informazioni riportanti divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l’attivazione dei servizi di emergenza, nonché istruzioni per garantire l’esodo in caso d’incendio.

E ancora: istruzioni per la chiamata di soccorso e le informazioni da fornire per consentire un efficace soccorso; istruzioni per le azioni da effettuarsi per la messa in sicurezza di apparecchiature ed impianti; istruzioni per l’esodo degli occupanti, anche in relazione alla presenza di persone con limitate capacità motorie; istruzioni di impiego dell’impianto rivelazione manuale dell’incendio e attivazione dell’allarme.

Dalle verifiche inoltre sono emerse ulteriori carenze e difformità rispetto ad altre norme applicabili e ai criteri generali di sicurezza antincendio, già a suo tempo riscontrate: presenza di impiantistica elettrica visibilmente non conforme alla regola dell’arte (scatole aperte, cavi sospesi, frutti divelti, collegamenti con cavi “volanti”, ecc.) sia all’interno delle parti comuni degli edifici che, soprattutto, nei vani contatori; mancata istallazione dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche; assenza di tamponamenti in materiale incombustibile dei cavedi tecnici per gli impianti idrici posti sui pianerottoli; presenza di una porta posta al piede dello sbarco della scala della torre che ostacola il regolare deflusso in caso di emergenza; impianto gas esterno non individuabile con colorazione distintiva della tubazione e mancato posizionamento del cartello indicante il dispositivo di intercettazione; dotazione degli estintori concentrata in un locale non segnalato come tale.

TORRE C. Relativamente alla torre C nel corso del controllo sono emerse difformità simili rispetto alle norme di prevenzione incendi: mancato completamento delle misure di prevenzione incendi previste nel progetto di adeguamento antincendio con particolare riferimento a: mancata installazione dei dispositivi antipanico sulla porta al piano terra; mancata installazione delle porte resistenti al fuoco per gli accessi ai locali seminterrati in cui sono collocati i quadri elettrici, le cantine ed il locale tecnologico di sollevamento idrico; impianto di allarme ottico/acustico di tipo elettrico a comando manuale nelle parti comune non ancora completato; impianto di illuminazione di emergenza nelle parti comuni non ancora completato.

Anche qui non sono state poi adottate misure gestionali in materia di sicurezza antincendio e si presentano all’incirca le stesse carenze e difformità rispetto alle normative sulla sicurezza antincendio che presenta la Torre A.

IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO. Nel corso dei sopralluoghi sono state inoltre effettuate prove volte a verificare la funzionalità dell’impianto idrico antincendio che serve l’intero complesso condominiale.

Gli idranti sono in grado di erogare acqua con livelli di portata e pressione “apparentemente accettabili”, ma il locale di installazione del gruppo di pompaggio antincendio non è ad uso esclusivo come richiesto dalla specifica normativa.

Delle due pompe presenti nella stazione di pompaggio, poi, risulta funzionante solamente l’elettropompa, poiché la motopompa diesel è affetta da un guasto non riparato. “Qualora anche l’elettropompa dovesse riscontrare malfunzionamenti o rotture – sottolinea il Comando dei Vigili del Fuoco -, il condominio risulterebbe completamente sprovvisto dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio.

L’acqua erogata inoltre presentava un elevato livello di concentrazione di materiale solido nella fase iniziale di uscita, indice di un insufficiente livello di manutenzione dell’impianto. “Condizione quest’ultima – riprendono i VVF – che sembrerebbe peraltro confermata dalla mancanza di un registro dei controlli antincendio e dall’assenza, in generale, di evidenze di avvenuta manutenzione da parte di ditta specializzata”.

LOCALI CANTINE. Il sopralluogo si è steso quindi all’area delle cantine del condominio al piano interrato. I tecnici registrano un “generale stato di fatiscenza strutturale ed impiantistica, con conseguenti e concreti rischi in caso di d’incendio”. Stesso appunto era stato sollevato il 28 marzo 2024.

La conclusione è che “la sicurezza in caso di incendio degli occupanti delle unità abitative presenti nelle Torri A, B e C non risulta ad oggi garantita”.

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