Cronaca
23 Gennaio 2026
Le parole degli abitanti delle Torri A e C dopo l'inagibilità. Da chi ha paura di non rientrare più a casa a chi fa già sapere di non voler lasciare l'appartamento

Lacrime, rabbia e speranze. Le voci del Grattacielo dopo le ordinanze

di Davide Soattin | 5 min

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Grattacielo. Inagibilità e sgombero anche per le Torri A e C

Oltre alla Torre B, colpita dall'incendio dello scorso 11 gennaio, anche le Torri A e C del Grattacielo sono state dichiarate inagibili con due ordinanze del sindaco Alan Fabbri firmate e pubblicate nel primo pomeriggio di giovedì 22 gennaio, dopo una mattinata di vertici e incontri in Prefettura

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C’è chi piange, chi non vuole lasciare casa e chi invece cerca di intravedere un’opportunità per il futuro dell’area. Sono le varie voci del Grattacielo, a pochi minuti dalla pubblicazione delle ordinanze con cui il sindaco Alan Fabbri ha dichiarato l’inagibilità della Torre A e della Torre C, dopo quella della Torre B, evacuata e sgomberata nelle prime ore di domenica 11 gennaio, giorno zero dell’emergenza per il gigante di via Felisatti, dopo l’incendio dei vani contatori.

Giovanni Rossi, 79 anni portati alla grande, abita al Grattacielo dal 1978. Prima nella Torre B fino al 1987 e poi nella Torre A, dal 1987 a oggi. Ci vive con la moglie, i due gatti e la nipote, a cui dà ospitalità per permetterle di fare la pendolare tra Ferrara e Bologna, dove studia. Ha saputo di dover fare le valigie e lasciare il proprio appartamento da una delle figlie, Anna, che abita a Lisbona. “Ha letto la notizia online e mi ha telefonato” dice, mentre si sta incamminando per andare in municipio ad assistere alla conferenza stampa del sindaco Alan Fabbri. “Sono consapevole che avere le tre torri vuote possa essere più comodo per fare i lavori e che ci faranno rientrare quando sarà possibile, ma io ho paura che non succeda più” aggiunge, rassegnato all’idea di dover fare le valigie nelle prossime ore.

Rassegnato, ma soprattutto amareggiato e dispiaciuto all’idea che “ci siano persone che come me hanno pagato i lavori per la messa a norma e continueranno a farlo e altre che invece non hanno mai tirato fuori un soldo”. “C’è gente che abita qui e in questi anni non ha mai versato nulla” spiega, raccontando di aver tracciato in autonomia – carte e penna alla mano – la contabilità del condominio dal 2017 a oggi. “Purtroppo per colpa di questi, oggi ci tocca andare via. Ma se questi vengono tenuti cari e buoni, io non so proprio cosa possiamo farci noi“.

È la stessa Anna che alza la cornetta e telefona alla nostra redazione. Anche lei vuole dire il proprio pensiero, a fianco di papà Giovanni e di mamma. “Io – dice – vivo all’estero e quando torno a Ferrara dalla mia famiglia è l’unico posto che mi sento di chiamare casa. Non riesco proprio a capire come sia possibile che delle persone che hanno sempre pagato tutto possano essere sbattute fuori di casa. Basti pensare che nell’ultimo anno hanno versato 5mila euro solo di spese condominiali. Dove andranno papà e mamma? Non è previsto un indennizzo? Ogni tanto ho paura quando penso a dove vivono. Se uno aveva bisogno di un’ambulanza non si riusciva nemmeno ad aprire del tutto una porta delle scale. Già nel gennaio del 2022 chiesi di incontrare l’allora amministratrice di condominio, senza esito. Riuscii infine a parlare con la segretaria, che mi disse «ma lei ha presente dove abitano i suoi genitori?»”. 

Piange invece la madre di Alessia, 19enne ferrarese, nata e cresciuta al Grattacielo. “Quando abbiamo saputo della notizia, a mamma le sono scese le lacrime. È preoccupata” afferma. “Il Comune – prosegue – non può darci solamente quindici giorni di preavviso per lasciare la casa. In un qualche modo, deve aiutarci”. Non ne vuole sapere invece di lasciare l’abitazione Faith, che dal 2021, con il marito e i tre figli piccoli, abita in un appartamento comprato col sudore della fronte. Esempio a trecentosessanta gradi di integrazione. “Abbiamo speso tutti i soldi per comprarci la nostra casa e ora ci mandano via così?” domanda. “Noi di sicuro non andremo via. Se mi daranno un posto dove stare con i bambini, resto qua. Se non me lo daranno, resto qua lo stesso”.

Tra gli abitanti della Torre A c’è anche Federico Balboni, ex consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle dal 2014 al 2019. “È un bel casino quello che sta succedendo. Però, del resto, c’erano dei lavori antincendio che andavano fatti ed effettivamente la sicurezza oggi non c’è. Non dimentichiamoci che quanto successo nella Torre B sarebbe potuto accadere qui tranquillamente”. Anche l’ex pentastellato sottolinea – così come il condomino Rossi – la presenza di morosità in tutto l’edificio. “Molti appartamenti hanno completato i lavori, altri no e quindi sono stati sospesi” prosegue, “perché c’è una grossa percentuale di persone che non hanno pagato, quasi il trenta percento“. “Avremmo potuto essere già a norma, ma purtroppo così non è. E ora ci tocca lasciare la nostra abitazione”.

Balboni comunque non è preoccupato: “Tutto sommato sono tranquillo, anche perché i miei genitori mi ospiteranno in una stanza a casa loro e la mia situazione fortunatamente non è critica. Anzi, preferirei sapere che se dormo alla sera, dormo sicuro, e non avere paura che l’appartamento prenda fuoco, ma rientrarci quando tutto sarà sistemato. Io comunque i lavori di messa a norma li ho fatti e li ho pagati” ci tiene a precisare. “Penso sia necessario ora trovare il modo di mettere in sicurezza in maniera immediata – dice – quelle criticità che potrebbero darci l’agibilità e poi finire gli altri lavori. Alla fine il rischio di incendio è solo dentro l’area contatori, che è la stessa da dove è sono partite le fiamme nell’altra torre. Non è stato trovato nulla di devastante o irrimediabile“.

L’ex consigliere comunale chiude con un auspicio affinché da una situazione di emergenza si possa trovare un appiglio da cui poter ripartire con un Grattacielo meno croce e più delizia per la città e la zona Gad: “Spero di poter dire un domani che è stato difficile, che ci hanno messo fretta per adeguare la palazzina alle norme antincendio, ma che alla fine ne è valsa la pena. Magari chi non ha pagato fino a oggi ci penserà due volte. Qualcuno salderà, qualcun altro se ne andrà. Cerco sempre di vedere le opportunità e non vedo perché non debba farlo anche in questa situazione“.

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