Il futuro della bieticoltura e dell’agricoltura odierna saranno al centro di un incontro che si svolgerà venerdì 23 gennaio, alle 17.30, presso la Sala conferenze di Confagricoltura Ferrara a Chiesuol del Fosso. Un’occasione proposta appositamente a tutti gli operatori del settore primario per incontrare i numeri uno delle due maggiori organizzazioni nazionali rappresentative dei bieticoltori, Gabriele Lanfredi (Confederazione Nazionale dei Bieticoltori Italiani) e Nicola Gherardi Ravalli Modoni (Associazione Nazionale Bieticoltori).
Il primo interverrà sulle “Prospettive generali del settore bieticolo saccarifero”, il secondo invece sugli “Indirizzi e progetti delle associazioni bieticole”, due contributi che saranno accompagnati da un’analisi tecnica del comparto fornita da Giovanni Bellettato, tecnico dell’Associazione Nazionali Bieticoltori.
“Questo è un appuntamento fortemente voluto per stimolare indistintamente tutti gli operatori del settore primario a valutare in una nuova cornice la bieticoltura – spiega invece Alessandro Brognara, vicepresidente di Confagricoltura Ferrara e vicepresidente della sezione Bieticola di Confagricoltura Emilia Romagna, tra gli organizzatori dell’incontro, a cui spetterà l’introduzione -. Anche per ricordare che attraverso la bieticoltura s’intrecciano di base le stesse dinamiche presenti nell’agricoltura in generale, dai fattori di natura internazionale a quelli di tipo tecnico agronomico, normativo e burocratico, fino alla ricerca di nuovi percorsi e opportunità che toccano inevitabilmente l’aspetto delle bioenergie”.
Con Francesco Manca, presidente di Confagricoltura Ferrara, a fare gli onori di casa, ospitando i convenuti e a chiudere il convegno: “Cosi come negli altri comparti agricoli, anche nella bieticoltura si devono cercare strade per proposte e soluzioni tecnico agronomiche a contrasto con gli effetti del cambiamento climatico: gli stress idrici non termici delle piante, le fitopatie come la cercospora, con tutti
i tentativi di trovare nella ricerca scientifica e mediante le tecniche genetiche, in futuro, piante più
resistenti, tenendo conto del fattore internazionale, oggi d’attualità, con tutte le incertezze che si porta
appresso nel tentativo anche di trovare filiere alternative, vedi quelle in campo energetico”.
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