di Patrizia Bianchini*
Sono davvero stupita e dispiaciuta delle affermazioni di compagni di partito sul tema, non certo per aver espresso una opinione difforme rispetto alla posizione del PD. Tante volte anche io dissento essendo parte della minoranza all’interno del PD nazionale e di quello locale.
A suscitare la mia reazione sono le affermazioni offensive nei confronti di chi, come me, si esprimerà convintamente per il NO al prossimo Referendum: “Nessuno realmente, in questo referendum, specie chi si oppone ha valutato la riforma nel merito del contenuto. Il PD in particolare sta sbagliando completamente. E’ una politicizzazione esclusivamente contro il governo”.
E’ più o meno lo stesso dichiarato da altra esponente: “non ce la faccio a dire che non sono d’accordo solo perché adesso lo propone la Meloni”.
Quindi, ci si considera “popolo bue” che supinamente porta il cervello all’ammasso.
E no! Dissento decisamente.
Si può esprimere la propria idea senza volutamente offendere e senza voler a tutti i costi sminuire le idee degli altri.
Personalmente, ma certamente tanti con me, quando devo esprimermi su un’idea o prendere posizione, mi documento perché la mia esigenza è quella di capire.
Ho letto il testo della legge della cosiddetta riforma della giustizia e ho analizzato uno per uno gli articoli della Costituzione che vengono soppressi o modificati per fare le necessarie comparazioni.
Quindi, la riforma nel merito del contenuto l’ho studiata e valutata per quello che è.
La separazione delle carriere, tra l’altro già attuata di fatto con la Legge Cartabia, è la punta di un iceberg che contiene ben altro.
Ci sarà modo di spiegare analiticamente e approfonditamente tutto il contenuto di questa norma che in effetti serve a scardinare la nostra Costituzione. Una Costituzione che è un atto di grande responsabilità e di amore nei confronti di un popolo che aveva molto sofferto a causa di una pervasiva e crudele dittatura fascista.
E se un ministro, quello della Giustizia, arriva a dire che questa riforma servirà anche all’opposizione quando (e se) andrà a governare, vuol dire che l’intento è quello di piegare la Magistratura ai voleri della politica e cioè al potere esecutivo. Proprio quello che la Costituzione ha voluto evitare che accadesse nuovamente.
Non mi risulta che precedenti proposte in materia perseguissero questo obiettivo. Obiettivo che ci riporta direttamente alla “riforma” della Corte dei Conti che forse è sfuggita ai più e che, guarda caso, depotenzia drasticamente le funzioni di controllo della Corte stessa sulla responsabilità dei funzionari e dei responsabili politici per i danni finanziari causati alla pubblica amministrazione, cioè a tutti noi, con, tra l’altro, l’addebito del solo 30% del danno arrecato.
Il resto del danno ricade sul “popolo” che, per chi governa, è evidentemente sovrano solo a fasi alterne. Un ulteriore indebolimento delle istituzioni indipendenti di controllo da parte di un potere sempre più insofferente ai vincoli dello stato di diritto.
Questa è la parola chiave: controllo.
E se il governo Meloni vuole sottrarsi al controllo dovuto in un sistema democratico per mezzo di riforme dannose, allora questo NO è contro questa operazione e chi la porta avanti, perché è una operazione antidemocratica senza alcun effetto benefico per i cittadini.
*Segretaria Circolo Pd Lambertini di Ferrara
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