Cologna. Da un lato la richiesta di non luogo a procedere avanzata dalla difesa, dall’altro quella di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Ferrara e dalle parti civili. È il riassunto di quanto accaduto ieri (14 gennaio) durante la discussione dell’udienza preliminare del processo a carico di don Francesco Pio Morcavallo, 46enne parroco di Cologna, accusato di omicidio colposo per la tragica fine di Carlo Alberto Buzzoni, il 73enne morto per intossicazione da monossido all’interno di quella che era l’ex canonica della chiesa della piccola frazione di Riva del Po, dove l’anziano abitava.
Il pm Andrea Maggioni – titolare del fascicolo di indagine – chiede che don Morcavallo venga processato perché, in qualità di parroco e amministratore della parrocchia di Cologna, per colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, avrebbe concesso in uso l’abitazione a Buzzoni senza verificare – questa l’accusa – la corretta funzionalità e installazione delle apparecchiature per il riscaldamento e la produzione di acqua calda che erano situate all’interno del bagno.
Apparecchiature che, come da verifica dei vigili del fuoco, “non risultavano – si legge nel capo di imputazione – installate conformemente alle norme UNI CIG 7129” che ne vietavano quindi l’utilizzo in quel tipo di locali.
Ieri mattina, il gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara ha acquisito agli atti del procedimento una consulenza tecnica di parte, prodotta nella precedente udienza dall’avvocato difensore Denis Lovison, che escluderebbe la responsabilità del sacerdote in relazione all’impianto, ritenuto dagli inquirenti non conforme alle norme di sicurezza. Sulla base di questa consulenza, il legale ha quindi chiesto il non luogo a procedere nei confronti del proprio assistito.
Di segno opposto la posizione delle parti civili: gli avvocati Gianluca Filippone e Marcello Vescovi, che assistono i familiari della vittima, hanno infatti depositato indagini difensive riguardanti le testimonianze di due persone, ritenute rilevanti ai fini del procedimento.
Il corpo senza vita di Carlo Alberto Buzzoni era stato ritrovato intorno all’ora di pranzo del 22 novembre 2023 al civico 373 in via Brusantina. A dare l’allarme erano stati alcuni conoscenti dell’anziano che, non vedendolo comparire al mattino, si erano insospettiti e avevano deciso di allertare i figli e i soccorsi. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 con ambulanza e automedica, oltre che i carabinieri, ma purtroppo per il 73enne non c’era già più nulla da fare: era già morto da alcune ore.
Il processo tornerà in aula l’11 marzo quando, dopo le repliche, il gup deciderà se rinviare o meno a giudizio il prete.
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