Attualità
15 Gennaio 2026
Tavola rotonda aperta alla cittadinanza sabato 17 gennaio con i sindacati, il vicepresidente regionale Vincenzo Colla e il vicesindaco Alessandro Balboni

Petrolchimico al bivio: del futuro ne discutono destra e sinistra

di Elena Coatti | 3 min

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Portare il tema del petrolchimico nel cuore della città e aprire un confronto pubblico sul futuro della chimica ferrarese, tra tutela dell’occupazione, sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalle segreteria provinciali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil che vedrà la presenza di Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, e di Alessandro Balboni, vicesindaco di Ferrara. La tavola rotonda, aperta alla cittadinanza, è in programma sabato 17 gennaio alle 9.30, presso la Sala Estense.

L’incontro nasce da una riflessione maturata negli ultimi mesi all’interno del polo petrolchimico, in particolare dopo le criticità emerse in uno degli stabilimenti principali, segnate dalla fermata di alcuni impianti e dal rinvio di investimenti strategici inizialmente previsti nel breve periodo. Una situazione che ha acceso la preoccupazione di lavoratori e rappresentanze sindacali, ma che ha anche portato alla definizione di accordi condivisi per evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali, salvaguardando retribuzioni e competenze attraverso ferie programmate, formazione e affiancamenti.

“Abbiamo scelto di non disperdere professionalità e saperi – spiega Ida Salvago della Filctem Cgil – perché il patrimonio di competenze del petrolchimico è un valore non solo per chi lavora, ma per tutta la città”. Da qui la decisione di organizzare un momento pubblico di confronti, che non resti confinato agli addetti ai lavori.

Ad aprire le danze sarà l’intervento di un delegato Rsu, seguito da una tavola rotonda con le istituzioni. Al centro del dibattito, le difficoltà strutturali che attraversano la chimica italiana ed europea: “Dal costo dell’energia agli approvvigionamenti delle materie prime – specifica Eugenio Benini di Uiltec Ferrara -, fino agli effetti delle politiche ambientali e della concorrenza internazionale, spesso favorita da regole meno stringenti su sicurezza e tutela dell’ambiente”.

“La domanda non è scomparsa, si è spostata – sottolinea Emanuele Larosa di Femca Cisl Ferrara – e rischiamo di assistere a una delocalizzazione delle produzioni in Paesi dove si inquina di più e si lavora in condizioni peggiori. Questo non è un vantaggio né per l’ambiente né per l’occupazione”.

L’iniziativa del 17 gennaio vuole quindi essere un primo passo per avviare un percorso condiviso con la politica e le istituzioni, finalizzato non solo alla difesa dell’esistente, ma anche alla costruzione di prospettive di sviluppo. Tra i temi sul tavolo, la possibilità di nuovi investimenti, l’innovazione tecnologica, la ricerca – dal riciclo chimico e nuove forme di produzione sostenibile – e il rilancio complessivo del sito petrolchimico, con ricadute positive su tutto l’indotto.

“Si parla spesso di transizione – concludono i rappresentanti sindacali -, ma la transizione si fa solo se c’è ancora un’industria. Chiudere non significa risolvere i problemi ambientali: significa spostarli altrove. Noi vogliamo migliorare, innovare e rendere sostenibile ciò che già esiste, tutelando lavoro, ambiente e futuro del territorio”.

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