Cronaca
13 Gennaio 2026
L’avvocato newyorkese dice no all’ex presidente venezuelano, mentre il tribunale estense prosegue l'esame sul fallimento della Spal

Tacopina rifiuta la difesa di Maduro

di Redazione | 2 min

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Joe Tacopina torna al centro dell’attenzione mediatica, diviso tra i riflettori della cronaca internazionale e le ombre giudiziarie che lo riguardano da vicino anche in Italia. L’ex patron della Spal, celebre avvocato penalista newyorkese, noto per essere uno degli avvocati del presidente Donald Trump, ha rifiutato l’incarico di difensore dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Tacopina, che nell’ultimo anno ha accresciuto ulteriormente la propria fama grazie all’assoluzione di Asap Rocky – nome d’arte di Rakim Athelaston Mayers – accusato di aggressione a mano armata nei confronti dell’ex amico e collaboratore Asap Relli, è stato contattato direttamente dal figlio di Maduro. A rivelarlo è stato lo stesso legale nel corso di un’intervista all’emittente radiofonica americana 77 Wabc, successivamente rilanciata anche sui suoi canali social. Con toni ironici, nel corso dell’intervista è stato rievocato lo scambio di battute andato in onda durante la trasmissione radiofonica. Alla domanda, posta in modo scherzoso, se una proposta del genere fosse comunque lusinghiera dal punto di vista personale, Tacopina ha risposto con una battuta secca, chiarendo che quella non è stata affatto la sua reazione e confermando di aver rifiutato l’incarico.

Secondo quanto emerso, Tacopina sarebbe stato contattato per assumere la difesa di Nicolás Maduro, arrestato lo scorso 3 gennaio e detenuto in un penitenziario di Brooklyn in attesa di comparire davanti al tribunale. Un incarico di enorme visibilità, ma anche di estrema complessità, alla luce degli attuali scenari geopolitici e delle tensioni internazionali che ruotano attorno alla figura dell’ex presidente venezuelano. Proprio questi fattori avrebbero contribuito alla decisione del penalista di tirarsi indietro, nonostante l’eco mediatica di un processo destinato a far discutere.

Sempre in tema di aule giudiziarie, Tacopina dovrà però fare i conti anche con il tribunale di Ferrara. L’ex proprietario della Spal è infatti coinvolto nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, su delega della Procura, relativa alla mancata iscrizione del club biancazzurro al campionato di Serie C e al successivo fallimento della società. A metà dicembre si è tenuta un’udienza per l’esame dello stato passivo della Spal, con un’esposizione debitoria che oscilla tra i 13 e i 17 milioni di euro, a seconda del riconoscimento o meno del credito vantato dalla banca Ifis (domanda che sarà discussa tra una decina di giorni in tribunale). Procedimento che proseguirà nelle prossime fasi, con ulteriori passaggi davanti al tribunale chiamato ad accertare eventuali responsabilità nella gestione della società.

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