Tappa a Copparo per il concorso “Youz 5” promosso dalla Regione
Youz 5, il percorso partecipato del forum giovani della Regione Emilia-Romagna, farà tappa a Copparo il prossimo 30 gennaio al "Parco verde"
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Dopo il rinvio dovuto al maltempo dello scorso 6 gennaio, domenica 11 gennaio verrà recuperato l'appuntamento con “La Befana dei Bambini” in piazza del Popolo
Chiude la Berco, ma non quella di Copparo. Entro il 31 marzo gli ultimi 50 dipendenti dello stabilimento di Castelfranco Veneto lasceranno il loro posto di lavoro
Al Teatro comunale “De Micheli” di Copparo, domenica 11 gennaio alle 16, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “Junior! Pomeriggi a teatro”
Tante persone in fila al front-office della segreteria del Centro Sportivo di Copparo. È stata questa l’immagine più bella della mattinata di giovedì 8 gennaio, resa speciale dalla riapertura della piscina per il nuoto libero e della palestra
Forse non si può parlare di fulmine a ciel sereno ma ufficialmente di chiusura per lo stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non se ne era mai parlato nei tavoli nazionali al Ministero delle imprese e del made in Italy. La notizia chiaramente non lascia tranquilli i sindacati ferraresi.
“Una calma apparente”, così Stefano Bondi della Fiom Cgil di Ferrara definisce la situazione a Copparo, per via del “continuo rischio di vedere l’occupazione diminuire”. Ora si aspetta “la convocazione del tavolo al Mimit” luogo dal quale si sarebbe aspettato di avere la notizia e “non dai giornali”.
C’era “un’operazione di dimagrimento dello stabilimento”, ci racconta Alberto Finessi della Uilm di Ferrara, poi “con lo svuotamento dello stabilimento c’è la cessazione”. Un’operazione che pare legata a un interesse di Faber, azienda adiacente allo stabilimento veneto, che potrebbe avere interesse non solo nell’assumere alcuni dei lavoratori ma anche nell’acquisizione per ampliare la produzione. Faber produce bombole per il contenimento del gas e pare sia interessata ad allargare il proprio campo d’azione alle ogive per ordigni bellici, si tratta di due tipologie di produzione che non paiono discostare molto.
Tornando alla situazione copparese, dove è ancora aperta la cassa integrazione e la procedura per le uscite volontarie prosegue fino a fine marzo, la situazione dello stabilimento non viene certo descritta come rosea.
“Serve – ci dice Bondi – iniziare a discutere di un piano industriale che lo possa risollevare”. Una discussione che il sindacalista della Fiom si aspettava di fare al Ministero: “Avevamo previsto un incontro tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre”. Questo incontro però non c’è mai stato e ora “ci aspettiamo di essere chiamati”. Sul tavolo vorrebbero poter discutere sia della situazione a Castelfranco sia della situazione copparese che “non è tranquilla” a causa di un piano industriale che ancora lascia perplessi i sindacati. Servirebbe infatti “nuovi ordini o nuove produzioni” per risollevare l’azienda e darle una prospettiva.
Uno dei motivi per cui questo tavolo non è mai stato convocato è anche l’assenza di novità in merito a possibili investitori. “Lo avevamo calendarizzato con molto anticipo – ci aggiorna Finessi -, ma non è mai stato fatto perché non sono mai arrivate cose concrete per parlare di nuove partnership o nuove commesse utili a portare lavoro”. Il segretario ferrarese della Fim ricorda anche che Berco, dall’inizio della guerra in Ucraina, “ha perso il 40% delle commesse che non sono mai state rimpiazzate”.
Finessi ricorda i nomi “roboanti” paventati dallo stesso ministro Urso, in primis quello di Leonardo ma “Berco non ha mai prodotto neanche un bullone ne per loro ne per altre realtà industriali legate alla produzione bellica”.
L’incontro sarebbe servito insomma per parlare di possibili sviluppi che però non ci sono stati e da questo dipenderebbe la mancata convocazione. Incontri che non sarebbero avvenuti neanche con il management aziendale: “Noi da contratto aziendale – dice sempre Finessi – abbiamo obblighi temporali per fare incontri con il management, avremmo dovuto incontrarci a novembre ma oggi è il 9 gennaio e ancora non si è fatto”.
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