È Luca Rambaldi l’ultimo tedoforo a entrare in piazza Castello mentre il crepuscolo avvolge il Castello Estense, illuminato per l’occasione dai colori olimpici. È l’istante più atteso: la piazza è gremita, il Villaggio Olimpico vibra di musica e applausi, il palco è il cuore pulsante di una città che trattiene il fiato. Poi la Fiamma sale, il braciere attende il campione di canottaggio. Sono le 19.30 e Rambaldi accende il fuoco olimpico nella sua città. “Ferrara è dove sono nato, sono le mie origini, è casa mia. È stato come partecipare a una gara vera, non con i muscoli, ma col cuore”.
La conclusione della staffetta cittadina — 43 i tedofori protagonisti — è affidata a grandi nomi dello sport legati al territorio: oltre a Luca Rambaldi anche Mirco Antenucci, Alessia Maurelli, insieme a Jessica Rossi e Martina Santandrea. Un finale solenne dopo un percorso che ha attraversato alcuni dei luoghi più rappresentativi della città: dalle Mura al centro storico, passando per corso Giovecca, l’Addizione Erculea, viale Cavour e corso Martiri della Libertà. Un itinerario simbolico, capace di unire memoria e presente, sport e comunità.
Ma la festa era cominciata molto prima. Già dalle 17 piazza Castello si era trasformata in una vera City Celebration, con un Villaggio Olimpico di 300 metri quadrati animato dagli sponsor Coca-Cola ed Eni. Stand esperienziali dedicati agli sport invernali, realtà virtuale, animazione, musica, distribuzione di gadget e iniziative solidali hanno coinvolto famiglie, giovani e appassionati, in un clima di partecipazione diffusa. Alle 17.55 l’arrivo della Fiamma in città, con la partenza dei tedofori da via Pomposa, aveva già acceso l’entusiasmo lungo le strade.
Prima del momento culminante, il palco aveva ospitato gli interventi istituzionali. L’assessore allo Sport Francesco Carità ha definito Ferrara “una delle tappe più emozionanti in assoluto” del percorso verso Milano-Cortina, ringraziando sponsor e organizzatori e sottolineando il valore storico dell’evento: un passaggio forse irripetibile, vissuto “a fianco del nostro Castello Estense”, vestito a festa per l’occasione. Un orgoglio nazionale e cittadino, sintetizzato in un messaggio chiaro: le Olimpiadi come patrimonio condiviso.
Il prefetto Massimo Marchesiello ha inserito la serata in un quadro più ampio, richiamando il riconoscimento di Ferrara come Città europea dello sport 2027 e il lavoro svolto nell’ultimo anno per consolidare un’identità che unisce sport, turismo e arte. Un trinomio strategico, capace di dare slancio all’intera provincia.
Il delegato provinciale del Coni, Ruggero Tosi, ha invece evocato il significato più profondo della Fiamma: unità, entusiasmo, pace. Un richiamo alle origini olimpiche e alla funzione simbolica dello sport come linguaggio universale, soprattutto in un momento storico complesso. Un passaggio, ha ricordato, destinato a restare nella memoria collettiva, come già accadde nel 2006.
Infine, il presidente del Cip Francesco Alberti ha ribadito il legame tra movimento olimpico e paralimpico, sottolineando il valore inclusivo dell’evento e il suo potenziale come volano per tutte le discipline sportive.
Tra celebrazione sportiva, attenzione alla sicurezza e la presenza di voci critiche, la giornata del 7 gennaio ha restituito un’immagine intensa e simbolica di Ferrara: una città capace di accogliere la Fiamma Olimpica non solo come evento, ma come racconto condiviso di identità, partecipazione e futuro.