Capodanno record a Ferrara, in 30mila per l’incendio del Castello (VIDEO)
Un’esplosione di luci, musica ed emozioni. Davanti a oltre 30mila persone, Ferrara ha accolto il 2026 con la 26ª edizione dell’Incendio del Castello Estense
Un’esplosione di luci, musica ed emozioni. Davanti a oltre 30mila persone, Ferrara ha accolto il 2026 con la 26ª edizione dell’Incendio del Castello Estense
L'Unità di Strada della Caritas Ferrara lancia un appello ai cittadini per organizzare la cena di Capodanno per persone senza dimora e in grave marginalità
Al centro sportivo “I Tre Campi” una ventina di ragazzi – del Camerun e della Nigeria – hanno dato vita a un’iniziativa che va oltre il gesto simbolico
Il dibattito sull'episodio segnalato nei giorni scorsi non accenna a spegnersi. Lungo la notte del 27 dicembre, una persona senza fissa dimora ha trovato riparo dal freddo all'interno del pronto soccorso ostetrico dell'Ospedale di Cona, occupando aree destinate all'attesa di donne in gravidanza e bambini
Una partecipazione intensa, sentita e calorosa ha caratterizzato oggi il funerale di Ansalda Siroli che si è svolto nella Sala del Commiato della Certosa di Ferrara davanti a oltre un centinaio di persone che hanno voluto rendere omaggio a una delle figure più significative del Novecento ferrarese, salutando per l’ultima volta con profonda gratitudine una donna il cui impegno ha segnato per sempre la comunità cittadina e l’intero movimento femminista locale
Sotto l’albero di Natale, mentre la città scorreva ancora nel ritmo sospeso delle feste, circa duecento persone si sono raccolte per la pace. In piazza Cattedrale, il primo giorno dell’anno è stato un gesto collettivo per ribadire che il no alla guerra e al riarmo non è astrazione, ma una scelta politica, quotidiana e urgente.
Ad aprire il presidio “Disarmati e disarmanti” è stata una voce che attraversa generazioni e coscienze. Le note de “La guerra di Piero” di Fabrizio De André hanno risuonato nella piazza come un monito senza tempo: la guerra non ha vincitori, solo vite spezzate e destini interrotti. Questo il tono dell’iniziativa, promossa dalla Rete Pace Regionale, alla quale Ferrara ha aderito insieme a tante altre città dell’Emilia-Romagna.
Nel corso dell’ora del presidio, letture e interventi hanno intrecciato i conflitti del mondo con le scelte dell’Europa e dell’Italia. Rete Pace ha ribadito con chiarezza la propria opposizione al riarmo europeo, indicato come una strada che allontana la possibilità di una pace duratura e che alimenta una pericolosa spirale bellicista.
Ma la guerra non è solo nei teatri ufficiali dei conflitti. È anche nelle acque del Mar Mediterraneo, dove nei giorni scorsi un’imbarcazione partita dalla Libia è scomparsa, lasciando dietro di sé 116 persone disperse. Un numero pronunciato ad alta voce, perché anche il confine marittimo europeo è un fronte e miete vittime.
Al centro degli interventi anche la Palestina. È stato ricordato come le violenze a Gaza e nei territori occupati continuino senza sosta, colpendo soprattutto i più fragili. In questo contesto si è parlato del caso di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, arrestato con l’accusa di aver gestito una rete di finanziamenti di Hamas e che probabilmente verrà trasferito al carcere di Ferrara. Il Coordinamento dei giuristi e avvocati per la Palestina ha espresso “stupore e sconcerto” per quella che viene definita una campagna mediatica deformante da parte dei media di destra, capace di trasformare la solidarietà e la denuncia delle violazioni del diritto internazionale in un sospetto generalizzato di fiancheggiamento terroristico (l’Onu non definisce Hamas organizzazione terroristica, ndr).
Pur riaffermando la piena fiducia nell’operato della magistratura italiana, i giuristi hanno chiesto indagini condotte con rigore e senza pressioni, respingendo l’uso di etichette infamanti e la delegittimazione del dissenso. In gioco, hanno sottolineato, non c’è solo un singolo caso giudiziario, ma lo spazio democratico: la libertà di associazione, di manifestazione del pensiero, l’impegno civile e la tutela dei diritti umani, pilastri dell’ordinamento costituzionale.
Attorno agli interventi, la piazza parlava anche per immagini: bandiere della pace, della Palestina, dell’Ucraina, striscioni che ricordavano conflitti spesso dimenticati come quello in Sudan. Un mosaico di colori e simboli che raccontava una consapevolezza comune: le guerre cambiano nome e latitudine, ma producono sempre le stesse ferite.
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