Scritta omofoba nel centro storico di Ferrara, Arcigay denuncia
Scritta omofoba su un muro del centro storico. La parola “frocio” ha colpito direttamente una persona identificabile, spingendo Arcigay Ferrara a intervenire
Scritta omofoba su un muro del centro storico. La parola “frocio” ha colpito direttamente una persona identificabile, spingendo Arcigay Ferrara a intervenire
Piazza del Municipio ospita per tutte le feste Il Paese di Babbo Natale e la Befana in Piazza. Il 6 gennaio la festa raggiunge il suo momento più atteso con l’arrivo della Befana
La strage di Crans-Montana lascia parole che arrivano sempre troppo tardi, quando nulla può più cambiare e il dolore è già irreparabile
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Martedì 6 gennaio, in piazza Castello, si terrà per la prima volta la “Befana dei Vigili del Fuoco”, un evento gratuito e aperto a tutta la cittadinanza
Dal 2014 Francesco Barbieri, vicepresidente di Open Sky Project Aps e pilota responsabile delle attività di volo, porta avanti un’idea semplice e profondamente umana: regalare un’esperienza di volo a bambini oncologici e a persone con disabilità. Un gesto che va oltre l’aspetto sportivo o ricreativo e che diventa, per chi lo vive, un momento di libertà e leggerezza difficili da dimenticare.
Un sogno che, però, nel ferrarese fatica a trovare spazio. Negli anni Barbieri ha cercato strutture, campi volo, collaborazioni istituzionali. “Sembra che si preferisca puntare su attività che “fanno cassa” – racconta -, mentre portare in volo persone con disabilità viene vissuto come qualcosa di complicato, poco redditizio, quasi scomodo”. Un atteggiamento che ha portato porte chiuse non solo in provincia di Ferrara, ma anche in altri territori della regione, come Forlì.
Il problema principale resta l’assenza di luoghi idonei. L’idea di Open Sky Project è concreta e realistica: trovare un terreno agricolo dove poter operare in sicurezza, senza grandi infrastrutture. Eppure anche qui emergono difficoltà. “Ci siamo rivolti a imprenditori agricoli che possiedono ettari di terra – spiega Barbieri – ma spesso ci vengono chieste cifre spropositate, oppure non otteniamo alcuna risposta. Sembra mancare empatia, anche solo nel concedere uno spazio per offrire un servizio umano”.
Barbieri, pilota con brevetto di volo sportivo, conosce bene la domanda che esiste intorno a questo progetto. Sono numerose le famiglie e le associazioni che si occupano di disabilità pronte ad aderire. A convincerlo definitivamente della necessità di andare avanti è stata una storia precisa: una madre che lo aveva contattato perché suo figlio, con disabilità, non era stato fatto salire su una mongolfiera durante il Balloon Festival. “Era rimasto escluso. Quella mamma era disposta a tutto pur di vederlo volare. In quel momento ho capito che questa non era solo una bella idea, ma qualcosa che doveva esistere”.
Negli ultimi mesi Open Sky Project ha tentato anche la strada del fundraising, ma con risultati minimi: 40 euro raccolti in due mesi. “Non per mancanza di fiducia – chiarisce Barbieri -, ma perché abbiamo scelto consapevolmente di puntare prima sulla costruzione di una community“. Per questo l’associazione ha deciso di cambiare approccio: niente più raccolte generiche, ma la possibilità, dal sito ufficiale, di donare direttamente un volo a un ragazzo. Un gesto concreto, inclusivo, immediato.
I tentativi di dialogo con le istituzioni non sono mancati. Barbieri ha partecipato a bandi comunali e si è confrontato con l’amministrazione di Ferrara, senza però ottenere i risultati sperati. “Ho la sensazione – racconta – che in questo territorio l’attenzione e le risorse ruotino quasi esclusivamente attorno ad altri ambiti, mentre un progetto sociale e inclusivo come il nostro resta ai margini”.
Ed è proprio qui che nasce l’appello di Open Sky Project Aps: la necessità di una community vera, fatta di cittadini, imprenditori, associazioni e realtà locali disposte a mettersi in gioco. “Da soli non possiamo farcela – conclude Barbieri – ma se il mondo imprenditoriale decidesse di sostenerci, avrebbe l’occasione di contribuire a una causa nobile, concreta e profondamente umana. Il nostro obiettivo è semplice: raccogliere fondi, noleggiare un aereo e portarli in volo. Regalare anche solo mezz’ora di felicità a chi convive ogni giorno con la fragilità. Perché certi sogni, per decollare, hanno bisogno di una comunità intera“.
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