Cronaca
26 Novembre 2025
Gli altri due imputati coinvolti nel procedimento sono invece stati prosciolti durante l'udienza del 25 novembre

Morì nel cantiere in Borgo Punta. Condannato a un anno il titolare dell’impresa

di Pietro Perelli | 2 min

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È stato condannato a un anno di reclusione il legale rappresentate di una azienda a cui era stato subappaltato un cantiere a Borgo Punta dove perse la vita Miz Mohamed Fawzy Abdou, operaio edile 36enne di nazionalità egiziana, impegnato nella ristrutturazione di una palazzina con il Superbonus 110%.

Si tratta di Ahmed Zaidi, accusato di omicidio colposo. L’uomo aveva scelto di essere processato con il rito abbreviato e ieri, 25 novembre, c’è stata la sentenza. Il giudice dell’udienza preliminare ha confermato la richiesta della pm Isabella Cavallari che lo scorso luglio aveva chiesto identica pena.

Gli altri due imputati, Giuseppe Tassi, allora legale rappresentante dell’azienda Tassi Group e titolare del cantiere, e Tariq Muhammad, legale rappresentante dell’azienda subappaltatrice, sono invece stati prosciolti. Come Zaidi erano accusati di omicidio colposo ma non avevano scelto di proseguire il processo con rito premiale e la pm aveva chiesto per loro il rinvio a giudizio.

I fatti risalgono alla mattinata del 10 maggio 2022 quando, stando a una prima ricostruzione, l’operaio perse l’equilibrio precipitando giù dall’impalcatura che stava smontando. Cadde da un’altezza rilevante, circa 15 metri, si trovava all’incirca al quarto piano della palazzina.

Subito dopo l’accaduto, la Procura di Ferrara aveva disposto l’autopsia sul corpo del povero operaio, dipendente di una ditta di Baricella, in provincia di Bologna, dove lo stesso abitava, e furono sentite diverse persone per provare a ricostruire la vicenda in ogni minimo dettaglio.

La lente degli inquirenti si concentrò soprattutto sulle misure di sicurezza adottate nel cantiere, messo sotto sequestro giudiziario dopo la tragedia. Nello specifico, delegando gli accertamenti ai tecnici dello Spisal dell’Ausl di Ferrara, intervenuto sul posto con la polizia di Stato, il focus degli uffici di via Mentessi si concentrò principalmente sul funzionamento e sul corretto utilizzo dell’imbracatura e della corda che avrebbero dovuto salvare la vita al 36enne in caso di caduta.

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