Portomaggiore
16 Novembre 2025
La missiva al Viminale nelle scorse ore, dopo il servizio di Rete4. Il primo cittadino: "Se c'è un malessere o una sofferenza va ascoltata"

Caso ‘imam’. Il sindaco Bernardi scrive al ministro Piantedosi

di Redazione | 3 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Portomaggiore. Dopo il servizio di Quarta Repubblica, programma di Rete4, e l’intervista al sedicente imam, Dario Bernardi, sindaco di Portomaggiore, fa sapere di aver scritto – d’accordo col prefetto Massimo Marchesiello, a Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, per informarlo sulla situazione a livello comunale e, in particolare, quella su questi giorni. “Credo che tutti i livelli istituzionali dello Stato fino ai più alti debbano sentirsi coinvolti e sia giusto che partecipino alle azioni per migliorare la situazione di convivenza nella nostra città” dice il primo cittadino.

La notizia della missiva inviata al Viminale è arrivata nella prima serata di venerdì 14 novembre, durante la manifestazione organizzata dai cittadini. Una manifestazione ha cui a preso parte anche l’amministrazione per “ascoltare come abbiamo sempre fatto” perché – dice Bernardi – “se c’è un malessere o una sofferenza va ascoltata”.

Sulla questione dei diritti della donna, il primo cittadino ci tiene a sottolineare e a ribadire con forza quanto già affermato nei giorni scorsi: “Ci siamo da sempre impegnati in ogni occasione, istituzionale, scolastica, pubblica, a promuovere l’obiettivo di una donna pienamente libera e parte attiva della società. Su questo ci siamo sempre stati e ci saremo sempre. Ho denunciato io stesso la persona che ha detto quelle parole orribili e la comunità sia marocchina che pakistana hanno preso le distanze in modo ufficiale e netto”.

Bernardi prosegue: “Sulle questioni che riguardano l’immigrazione, e le difficoltà e problemi della nostra comunità, non le abbiamo mai nascoste o negate. Sono problemi veri. La partecipazione numerosa di questa sera lo dimostra e per quanto mi riguarda non è inattesa. Siamo i primi ad aver ricevuto e ascoltato molti cittadini che avevano un problema nel loro palazzo o cortile, genitori, ragazzi o ragazze preoccupati per questioni scolastiche, donne o persone che si sentivano non sicure. Sempre, a questo ascolto è seguita una azione per risolvere i problemi. Tanti sono gli esempi in tanti contesti. Chi amministra infatti ha un compito in più che è quello di trovare soluzioni e proporle. Noi lo abbiamo sempre fatto e ci siamo impegnati a fondo, non da soli ma coinvolgendo tutti i livelli di Governo: prefettura e forze dell’ordine in primis, e lo abbiamo testimoniato. Continueremo a farlo ancora di più, è evidente che sia necessario”.

Nessun disagio all’ordine pubblico durante la manifestazione. Un aspetto di cui ne va fiero il sindaco: ” Il nostro impegno è sempre orientato alla tenuta sociale della comunità e al mantenere Portomaggiore unita e farle fare un passo avanti verso un futuro con meno conflitti e in cui tutti, a partire ovviamente da chi è nato e vive qui da sempre, si sentano tutelati e a loro agio. I toni di stasera sono stati civili e rispettosi ed è un buon segnale. Tutto si è svolto nel migliore dei modi”.

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