Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
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Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Momenti di tensione nei giorni scorsi nell'area della stazione di Ferrara, dove un giovane nordafricano di 19 anni è stato fermato dalla Polizia Locale al termine di un inseguimento tra piazzale della Stazione e piazzale Castellina
Tresignana. Il tribunale di Ferrara ha fissato per venerdì 28 novembre l’udienza di opposizione alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara per il duplice omicidio di Dario e Riccardo Benazzi, i due cugini che – il 28 febbraio 2021 – furono prima uccisi a fucilate e poi bruciati dentro a una Volkswagen Polo, dove vennero trovati carbonizzati, in un campo a Rero, tra i territori comunali di Tresignana e Fiscaglia.
Unici indagati per quella vicenda sono Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, difesi dall’avvocato Stefano Marangoni.
All’udienza di fine novembre, il giudice per le indagini preliminari Marco Peraro dovrà decidere se accettare la richiesta avanzata dal pm Ciro Alberto Savino – che ha ereditato il fascicolo di indagine dalla pm Lisa Busato – oppure se assecondare le istanze degli avvocati Denis Lovison e Massimiliano Sita, legali delle famiglie delle due vittime, che chiedono l’imputazione coatta per i due indagati o ulteriore attività investigativa.
Per la Procura, infatti, l’approfondimento investigativo disposto dal gip dopo la prima opposizione alla richiesta di archiviazione non aveva permesso di chiarire i dubbi evidenziati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara e da quello del tribunale del Riesame di Bologna relativamente alla gravità indiziaria, dal momento che gli elementi raccolti risultano essere “sicuramente compatibili con l’impostazione d’accusa” ma – scrive il pm nella propria richiesta – “non univoci” circa la responsabilità dei due indagati finiti nelle carte dell’inchiesta.
Diverse le convinzioni degli avvocati Lovison e Sita: “Riteniamo che sussistano tutti gli elementi di prova necessari a spiegare un’imputazione coatta e questo chiederemo al gip. Dopo la prima opposizione erano state disposte ulteriori investigazioni che, a nostro avviso, hanno portato a ulteriori elementi di prova, idonei a sostenere un’accusa in giudizio. L’obiettivo è quello di arrivare a celebrare il processo al fine di individuare le responsabilità degli indagati e dare giustizia alle vittime di questo efferato duplice omicidio. Lo diciamo perché riteniamo sia giusto che i familiari possano sapere quello che è successo, com’è successo, ma soprattutto possano finalmente venire a conoscenza di chi ha commesso tutto questo“.
Per l’avvocato Marangoni, che difende i Mazzoni, padre e figlio sono innocenti. “Sono affranti, sfiniti e affaticati da questa vicenda, da questo stillicidio di indagini suppletive. Hanno perso il lavoro e stanno faticosamente cercando di rifarsi una vita. Io non contesto la legittimità delle prime indagini su di loro, però accanirsi quando è chiarissimo, già da anni, che loro non c’entrano nulla, come tra l’altro ha ribadito il tribunale del Riesame, non mi sembra giusto. Sarebbe ora che questa vicenda giudiziaria si chiudesse con una pietra sopra e che andasse nel dimenticatoio pubblico in modo da permettere ai miei clienti di recuperare la loro vita normale dopo tutti questi anni” aveva commentato dopo la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara.
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