Lettere al Direttore
7 Agosto 2025

Quando tutto si mostra… cosa resta del desiderio?

di Redazione | 3 min

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Difficile restare indifferenti davanti a uno scaffale di trucchi che sembra strizzare l’occhio al mondo del piacere. E’ ciò in cui mi sono imbattuta all’aeroporto di Venezia nei giorni scorsi: tra le novità di Diego dalla Palma, ho notato un mascara dalla forma inequivocabile, rivestito in gomma morbida, con un nome che non lascia spazio all’immaginazione: “My Toy Boy”.

Non un semplice prodotto di make-up, ma un messaggio. Esplicito, provocatorio, sessualmente allusivo.

E qui scatta il ricordo — e la riflessione.

Durante la mia specializzazione in sessuologia, il mio brillante direttore un giorno mi consegnò un mascara di Lancôme, chiedendomi con tono complice e ironico: “Dopo mi dice che cos’è”. Li per lì mi è sembrata una domanda banale, nel senso che non solo sapevo perfettamente cos’era, ma avendo dalla mia adolescenza sviluppato una conoscenza e competenza notevole per quanto riguarda la cosmesi e i trucchi, avevo anche ben presente di che novità si trattasse. Un nuovo mascara vibrante!Che in quanto vibrante prometteva una distribuzione omogenea del prodotto.

Ma sapevo che lui non era solito far domande che presupponessero risposte scontate , quindi voleva che cogliessi altro. Quindi iniziai a scervellarmi e all’improvviso realizzai: era un vibratore! Geniale realizzare un vibratore travestito da mascara! Di sicuro verrà comprato da molte donne , di sicuro non tutte consapevoli di ciò che in realtà stanno acquistando, ma questo mascheramento di oggetto rende possibile l’autorizzazione e l’accesso a parti intime non di poco conto.

Quel mascara non era solo un cosmetico. Era, per design e vibrazione, un oggetto del piacere mascherato. Un travestimento geniale, sottile, quasi sovversivo.

Oggi, invece, siamo nell’epoca dell’esplicitazione. I nuovi prodotti non alludono, dichiarano. Diego dalla Palma non nasconde nulla: palette di ombretti chiamata “Nuda”, mascara che sembrano sex toy. Tutto è visibile, dichiarato. Ma a che prezzo?

Nel passaggio dalla metafora all’esibizione, perdiamo qualcosa. L’erotismo lascia spazio alla pornografia del quotidiano. Il desiderio, che vive di enigmi, si sgonfia sotto il peso delle spiegazioni.

Più svelo, più rivelo, più esplicito, più spiego e più uccido il desiderio e più aumenta l’ansia da prestazione e di conseguenza i disturbi sessuali. Più diminuisce la capacità di fantasticare e l’accesso alla creatività.

Più reintroduco un velo e più invece consento la complicità , introduco l’enigma che è la chiave che nutre il desiderio.

Come mai oggi c’è sempre più l’esigenza di essere espliciti nella comunicazione dei messaggi? in cosa consiste oggi la vera trasgressione? Nella provocazione urlata o nel sussurro complice?

Esiste ancora un luogo per il mistero?

Esiste ancora qualche ambito che possa risultare proibito e per cio’ attrattivo? Come può la sessualità, fatta di complicità e mistero, sopravvivere di fronte a tali disvelamenti ?

Chiara Baratelli, psicoanalista lacaniana e sessuologa

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