L’ex edicola rinasce: ora vende frutta e verdura del territorio
La struttura abbandonata diventa un punto vendita agricolo: sul banco frutta e verdura coltivate a Vigarano Mainarda seguendo il ritmo delle stagioni
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Per far fronte alle conseguenze delle forti ondate di maltempo che in questi giorni si sono abbattute sul territorio del comune di Ferrara, Hera ricorda che i cittadini possono usufruire dei servizi gratuiti messi a disposizione dalla multiutility per il ritiro di sfalci e potature e di rifiuti ingombranti, tutti prenotabili tramite il numero verde 800 999.500
È già partita la ricognizione, puntuale e precisa, da parte della Regione sugli ingenti danni causati alle aziende e alle produzioni agricole dalle violente perturbazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna a partire dalla metà di luglio
Confagricoltura Ferrara e Anpa Ferrara, il sindacato pensionati di Confagricoltura, per il tramite della Onlus "Senior-L'età della saggezza", hanno donato duemila euro ad Anffas Ferrara per supportarla nel progetto "Respiro", mirato al recupero delle energie...
Il granchio blu continua a mettere sotto pressione il comparto dell’acquacoltura. Ma ora, a complicare ulteriormente una situazione già difficile, rischia di essere anche la burocrazia. A lanciare l’allarme è Vincenzo Rizzardi, commercialista, a nome dell’Associazione Nazionale Commercialisti di Ferrar
di Francesco Maria Caruso*
Ho letto la rassegna stampa di questi giorni e vedo che il clima politico si sta surriscaldando. In queste condizioni non posso rilasciare interviste e unirmi alle tante voci che si sovrastano, con toni sempre più alti.
Oltretutto, il collega che sta scrivendo la motivazione della sentenza della Cassazione deve essere lasciato in pace e temo che le mie risposte alle domande di Daniele Predieri per Estense.com, tutte interessanti e meritevoli di risposta, finirebbero con l’interferire col lavoro che la Corte deve completare. Non esiste su questo un divieto ma è bene volta per volta che ognuno di noi colga un limite di opportunità.
Ritengo sia ancora presto perché nel dibattito pubblico sulla storia giudiziaria della strage del 2 agosto 1980, che ha una portata storico-politica gigantesca, entrino anche i giudici che quelle sentenze hanno reso e con esse hanno parlato. Adesso è il turno dell’opinione pubblica. Verrà il momento per dirne in una sede di studio, in un contesto di giuristi e storici, pacato e riflessivo, come spero sarà il convegno del 20 settembre a Ferrara a 20 anni di distanza dal delitto Aldrovandi.
Non escludo che nel prossimo futuro possa essere necessario correggere inesattezze, errori, falsità ma al momento spetta al dibattito pubblico commentare e valutare ciò che i magistrati hanno fatto.
È vero che sono in pensione, ma le regole deontologiche che limitano gli interventi pubblici dei giudici sui loro processi valgono sempre. Dei processi e delle sentenze per la strage del 2 agosto 1980, dei loro contenuti, di metodo e di merito, potremo parlare in sede scientifica dopo il deposito della motivazione della sentenza della Suprema Corte e quando il decorso del tempo avrà reso il contesto pubblico meno incandescente. È del tutto evidente che di quel fatto e di quelle sentenze si deve parlare; che il cittadino deve sapere ed essere informato, ad ogni livello. Se così non fosse la giustizia mancherebbe al suo scopo principale: definire per tutti (“il popolo italiano”) la verità giudiziaria e dimostrare che essa corrisponde a quella storica, fermo il diritto di critica.
Mi dispiace ma penso che questa sia al momento la scelta migliore.
*presidente della Corte d’Assise di primo grado del quinto processo sulla strage di Bologna
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