Coppia trovata morta in casa. Si esclude l’omicidio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
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L'iniziativa martedì alle ore 11 con un flashmob in piazza Castello: "Non condividiamo la parata militare"
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Il ponte del 2 giugno si apre con un occhio rivolto al cielo. Per la giornata di lunedì 1° giugno è infatti prevista un'allerta gialla per temporali che interessa anche il territorio ferrarese, nell'ambito del bollettino emesso dalla Protezione civile regionale e da Arpae
Secondo un recente articolo di Openpolis i Neet in Italia sono il 15,2% dei ragazzi compresi tra i 15 e i 29 anni. Si tratta di quelle persone che, come dice l’acronimo (Not in education, employment or training), non sono lavorativamente occupate o attivamente impegnate in percorsi di istruzione o formazione.
Nella provincia di Ferrara i dati Openpolis basati su rilevazioni Istat superano la media nazionale quasi del 2,5% (17,65%) e gli unici comuni ad essere al di sotto sono Ostellato (11,5%) e Vigarano Mainarda (14,9%). Mancano, da questa rilevazione, i comuni con meno di 5mila aitanti per cui sono stati esclusi Jolanda di Savoia, Lagosanto, Masi Torello, Voghiera e Goro.
Per tutti gli altri la media Neet rilevata dall’Istat è superiore a quella nazionale con Comacchio (15,3%) e Mesola (15,8%) che la superano di poco. Troviamo poi Codigoro (16,8%), Fiscaglia (17%), Cento (17,1%), Tresignana (17,3%), Terre del Reno (17,4%), Argenta (18,2%), Copparo (18,6%), Ferrara e Poggio Renatico (18,7%), Bondeno (19,7%), Portomaggiore (20,8%) e Riva del Po (24,7%).
Si tratta di numeri abbastanza elevati soprattutto se si considera che l’Italia in Europa è seconda solamente alla Romania (19,4%) per numero di Neet, mentre ci seguono Lituania (14,7%) e Grecia (14,2%). Una quota superiore, dunque, alla media dell’Unione Europea che si attesta all’11% con l’obiettivo di scendere sotto quota 9% entro il 2030, anche se in calo rispetto agli anni precedenti.
Lo studio rileva anche una maggiore incidenze man mano che scende il livello di istruzione. In Italia infatti la percentuale tra i laureati scende all’11,8% mentre tra chi ha il diploma come titolo di studio si raggiunge il 17,8%. Un livello che supera di 6 punti percentuali la media Ue che si attesta all’11,3%.
Vi è dunque una connessione diretta tra percorso educativo e la condizione di Neet con un titolo di studio basso che permette un minor numero di possibilità di sbocco lavorativo.
Secondo Openpolis va poi valutato un altro fattore, quello delle “difficoltà di scelta nei percorsi educativi e le possibilità di orientamento in questo senso”. Un dato puntualizzato in un approfondimento di Almalaurea nel quale si nota come spesso gli alunni ricevano “indicazioni vaghe o insufficienti rispetto a scelte importanti come queste”. Il rischio è dunque quello di “scelte inconsapevoli” con la carenza di orientamento che “può essere alla base di decisioni che non rispecchiano le proprie attitudini e di uscita dal sistema formativo”.
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