Grattacielo, Caritas: “Segnalateci chi è rimasto in strada”
"Vi chiediamo di segnalarci, oggi e nei prossimi giorni, la presenza di persone in strada in zona stazione". È l'appello dell'Unità di Strada
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Dopo anni di chiusura e segnalazioni sullo stato di degrado, per i Motovelodromo Fausto Coppi arrivano nuove rassicurazioni dall'Amministrazione comunale
È il ruolo del direttore generale del Comune, Sandro Mazzatorta, a riaccendere lo scontro politico sulla vendita di Amsef
Il grido storico delle lotte sindacali torna a farsi sentire dal pulpito del Duomo. Durante la "Domenica della terra e della solidarietà", monsignor Gian Carlo Perego ha richiamato con forza uno degli slogan che ha segnato la storia sociale del territorio, e non solo: "La terra ai lavoratori"
L’Ars et Labor pareggia in zona Cesarini su rigore al Mazza contro lo Young Santarcangelo, formazione da play out
Mentre si attende l’autorizzazione che la Figc invierà al sindaco Alan Fabbri per la pubblicazione del bando necessario all’assegnazione del diritto di iscrizione di una nuova squadra al campionato di Eccellenza, alcuni dipendenti Spal hanno già inviato le prime diffide di pagamento alla società di Joe Tacopina.
Si tratta di addetti ai lavori e sportivi che ancora devono ricevere stipendi arretrati, assistiti dall’avvocato Gianni Ricciuti, legale già coinvolto nelle vicende del post-Butelli, che hanno deciso di muoversi sul finire della scorsa settimana.
Con le diffide inviate a mezzo pec – fa sapere l’avvocato – i dipendenti hanno chiesto di recuperare le loro spettanze, vale a dire gli stipendi arretrati, che per alcuni arrivano fino a quattro mensilità pregresse, il Trattamento di Fine Rapporto e anche il risarcimento danni per il modo improvviso – e senza preavviso – in cui è maturata ingloriosamente la fine sportiva della Spal a stelle e strisce.
Al momento, da parte della società ancora di proprietà dell’avvocato newyorkese non è arrivata alcuna risposta. Né in senso positivo, né in quello negativo.
I dipendenti attenderanno quindi il termine previsto dei sette giorni dall’invio delle loro diffide e – qualora non dovessero avere alcun riscontro entro quel termine, che scadrà questa settimana – procederanno con l’azione giudiziale e dunque la richiesta di decreto ingiuntivo per cercare di riavere quanto gli spetta.
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