Cronaca
21 Giugno 2025
Il tragico incidente avvenne il 6 giugno 2024 a San Nicolò. La donna era ferma al semaforo di un cantiere stradale quando un'auto colpì la Citroen C3 su cui viaggiavano lei e quattro 18enni

Tamponamento mortale sulla SS16. Abbreviato per il 25enne che uccise Marika

di Davide Soattin | 2 min

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Sarà processato con rito abbreviato il 25enne accusato di omicidio stradale – aggravato dalla guida in stato di ebbrezza – e lesioni stradali dopo aver tamponato violentemente e aver ucciso Marika Cucchiarini, la mamma di 45 anni morta – il 7 giugno 2024 – a seguito del gravissimo incidente stradale avvenuto la sera prima lungo la SS16 Adriatica, a San Nicolò.

L’accoglimento della richiesta della difesa da parte del gup Danilo Russo è arrivata nel primo pomeriggio di ieri (venerdì 20 giugno) in tribunale a Ferrara.

Cucchiarini – secondo l’accusa – stava riportando a casa il figlio, un altro ragazzo e due ragazze – tutti 18enni – dopo una serata passata in discoteca a festeggiare la fine dell’anno scolastico. I cinque – che erano a bordo di una Citroen C3 – erano fermi al semaforo di un cantiere, quando l’auto del 25enne – positivo all’alcoltest – li aveva tamponati violentemente.

Cucchiarini è morta durante il pomeriggio di venerdì 7 giugno nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove era arrivata a bordo dell’elisoccorso in condizioni gravi e disperate, a seguito del sinistro avvenuto intorno alle 2 di notte del 6 giugno. Se l’erano cavata invece gli altri quattro giovani, tutti feriti gravi, ma fortunatamente non in pericolo di vita.

Inizialmente arrestato e messo ai domiciliari, durante l’interrogatorio davanti al gip Silvia Marini del tribunale di Ferrara, il 25enne – difeso dagli avvocati Pasquale Longobucco e Carmelo Marcello – aveva detto di essere distrutto e mortificato per quanto accaduto e di non aver visto l’auto davanti a sé. Aveva poi riferito che il front assist della propria automobile, un sistema di sicurezza attiva che aiuta a prevenire le collisioni frontali in auto, non si sarebbe attivato in quei tragici istanti prima dello schianto.

Era inoltre emersa la possibilità che con lui – in quel frangente – ci fosse anche un secondo occupante, seduto sul lato passeggero del veicolo. L’ipotesi però, vagliata con l’apertura di un’indagine apposita, non aveva trovato i necessari riscontri.

Dopo aver ricevuto un’offerta risarcitoria, i familiari della donna hanno deciso di non costituirsi parte civile. Hanno scelto di farlo invece, e sono stati ammessi all’interno del procedimento, i passeggeri dell’auto e la suocera della 45enne.

Il processo tornerà in aula il 9 ottobre, per discussione e probabile sentenza.

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