Cronaca
30 Maggio 2025
I fatti risalgono al 3 e 4 giugno 2021. Durante il processo non è stato però possibile raggiungere la prova della loro piena colpevolezza

Faida tra bande di tunisini. Tutti assolti

di Davide Soattin | 3 min

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Nessun colpevole tra i cinque uomini di nazionalità tunisina finiti alla sbarra per la faida nata dal controllo della piazza di spaccio delle mura di via Baluardi. Ieri (giovedì 29 maggio) infatti, accogliendo la richiesta della Procura, il collegio del tribunale di Ferrara li ha tutti assolti, dal momento che – durante il processo – non è stato possibile raggiungere la prova della loro piena colpevolezza, tale da poterli condannare – come previsto dalla giustizia italiana – al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

Davanti ai giudici – nella duplice veste di imputati e persone offese – erano finiti il 39enne Imed Arfaoui (avvocato Nicola Marani), il 29enne Nour Selmi, il 46enne Chokri Manai, il 28enne Majid Touati (avvocato Massimo Bissi) e il 45enne Naim Chalghoumi (avvocato Massimo Bissi).

Il processo prendeva le mosse da un’aggressione che avvenne in via Baluardi nel 2020 e che portò all’espulsione di due tunisini su decisione del questore di Ferrara. Fu il là all’inizio di uno scontro tra bande rivali per avere il predominio intorno all’area di via Baluardi, che sfociò in due distinte aggressioni ravvicinate per mano – secondo le accuse inizialmente mosse dalla Procura – delle cinque persone ieri assolte, vittime oppure carnefici a seconda degli episodi di cronaca ricostruiti dagli inquirenti.

La prima aggressione risale al 3 giugno 2021, quando – stando alla ricostruzione inizialmente avanzata dagli investigatori – Arfaoui, Selmi e Manai avevano aggredito con bastoni Touati, Chalghoumi e un terzo individuo. Fu solamente il primo tempo della faida perché alla sera di quello stesso giorno, i tre aggrediti diventarono – a loro volta – aggressori, andando a cercare Manai. Lo fermarono in via San Romano, spruzzandogli spray urticante, picchiandolo e successivamente rapinandolo di 200 euro.

Fu l’inizio del secondo tempo della vendetta, che si concretizzò il giorno seguente, il 4 giugno 2021 quando, insieme ad altre persone non identificate, i tre furono accusati di aver fatto un agguato davanti alla casa di Arfaoui, in cui lo picchiarono e poi lo colpirono con un coltello, provocandogli ferite e contusioni alla zona addominale, al braccio e al ginocchio che i sanitari del 11,8 che lo presero in cura e gli diedero assistenza, giudicarono guaribili con sette giorni di prognosi.

Durante il processo però – come si diceva – non è stato possibile provare le accuse iniziali e quindi attribuire ai cinque imputati la responsabilità al di sopra di ogni ragionevole dubbio dei fatti a loro inizialmente contestati. Così, alla fine, il collegio del tribunale di Ferrara – presidente Piera Tassoni con a latere i giudici Marco Peraro e Rosalba Cornacchia – ha deciso per la non colpevolezza di tutti e cinque, pronunciando una sentenza di assoluzione le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.

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