Salute
16 Aprile 2025
Partito il progetto per la gestione di prossimità dei trattamenti oncologici nella struttura lagunare

La Casa della Comunità di Comacchio avvia il progetto ‘On Connect’

di Redazione | 3 min

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Comacchio. All’interno della Casa della Comunità di Comacchio è stato attivato l’ambulatorio per proseguire la propria terapia oncologica il più vicino possibile a casa. Ciò grazie al progetto di oncologia territoriale “On Connect” (già avviato dall’autunno del 2023 presso la Casa di Comunità Cittadella S. Rocco di Ferrara) diretto dal Dott. Guido Margutti – responsabile dell’UO oncologia territoriale.

Il progetto si inserisce all’interno del più vasto orizzonte della “Rete oncologica ed emato-oncologica dell’Emilia-Romagna” ed è possibile grazie alla stretta collaborazione con il Dipartimento di Cure primarie e degli Infermieri di Famiglia e di Comunità.

“On Connect” è pensato proprio per dare ulteriore sviluppo all’oncologia di prossimità, estendendo i trattamenti oncologici – nel rispetto di principi di qualità e sicurezza – anche presso le strutture di primo livello della Rete Oncologica (Case ed Ospedali di Comunità), fino al domicilio dei pazienti.

“A Comacchio abbiamo una Casa della Comunità grande, estremamente attrezzata e con tanti servizi intorno – sottolinea Nicoletta Natalini, direttrice generale delle Aziende sanitarie ferraresi – e l’aver attivato qui anche questo servizio rappresenta un modo dell’Azienda per dimostrare alla cittadinanza quanto tiene a che questa struttura sanitaria funzioni al meglio, e anche l’attenzione verso i singoli pazienti”.

“OnConnect – spiega Guido Margutti responsabile dell’UO oncologia territoriale – offre la possibilità di assistere i nostri pazienti oncologici il più vicino al proprio domicilio. Si tratta di pazienti selezionati, già una trentina quelli che accedono all’ambulatorio di Comacchio, seguiti da tempo presso i nostri centri, con necessità che possono essere diverse da altri pazienti oncologici, e per i quali un servizio il più vicino possibile a casa rende anche la tollerabilità alla terapia e l’accoglienza più adeguata.”

I presupposti dello sviluppo di un’oncologia territoriale si basano, infatti, sulla consapevolezza che la lunga storia della malattia oncologica alterna momenti di acuzie, che devono essere obbligatoriamente gestiti all’interno dell’ospedale, a lunghe fasi di cronicità, nelle quali deve essere privilegiato un contesto di vita quotidiana, con bassa intensità di cura.

La disponibilità di farmaci molto efficaci, somministrabili per via orale, e di altri endovenosi con bassa complessità di somministrazione, rende ulteriormente possibile un’organizzazione flessibile delle cure, in grado di coniugare i bisogni del paziente con quelli di gestione della terapia.

Il progetto integra nel percorso di cura altre importanti figure professionali, ed in particolare l’Infermiere di Famiglia e di Comunità, con il compito di sviluppare un monitoraggio proattivo dei trattamenti per favorire la massima aderenza alle cure e migliorare la gestione dei possibili effetti secondari.

Determinante, a tal proposito, anche la Telemedicina, che rappresenta un’ulteriore significativa innovazione in ambito sanitario. L’esperienza ha mostrato la potenza di questo strumento nel mantenere un contatto fra i pazienti e gli operatori sanitari, rappresentando quindi una modalità importante per la continuità delle cure, grazie a strumenti che mantengano le relazioni fra paziente e medici anche al di fuori dell’ospedale.

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