Vertenza Coperion, proclamato lo stato di agitazione
"Inaccettabile e offensive". Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l'assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione
"Inaccettabile e offensive". Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l'assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione
Il report di WeWorld mette sotto la lente le campagne della provincia. Il sommerso potrebbe arrivare al 30%, mentre Agribus sottrae spazio ai caporali
Arriva il via libera all'ampliamento dell'autostrada A13 in tutta la tratta Bologna-Ferrara: con corsia fissa nel tratto Bologna-Interporto e con una corsia dinamica nel tratto Interporto-Ferrara
È durato pochi minuti, ma con una violenza probabilmente superiore a quella del nubifragio dello scorso 15 luglio, il fortunale che intorno alle 12.30 di martedì 21 luglio ha nuovamente colpito Ferrara e la sua provincia, provocando danni e disagi tra allagamenti, incidenti stradali e alberi abbattuti: tutte le foto e video
Un minuto di silenzio per commemorare Abderrahim Fakir, il 43enne di nazionalità marocchina che domenica (19 luglio) pomeriggio, al quartiere pilastro di Bologna, è morto durante un controllo da parte degli agenti della polizia di Stato. A proporlo, durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, a nome di tutti i gruppi di minoranza, è stata la consigliera Anna Chiappini del Pd
Lo scorso ottobre, pochi giorni prima della vertenza sindacale aperta con Berco, un’altra azienda del territorio ferrarese aveva prospettato il rischio di 77 licenziamenti e la chiusura dello stabilimenti, la Rexnord di Masi Torello. Ieri in regione si sono incontrati i sindacati, il sindaco di Masi Torello Samuele Neri, l’azienda e l’assessore al lavoro Giovanni Paglia. “Purtroppo – dice ai nostri taccuini Patrizio Marzola (Fim-Cisl) – non c’è nessuna azienda interessata a rilevare lo stabilimento“.
“Ci hanno confermato – ribadisce Chiara Zambonati di Fiom – che purtroppo non si è concretizzato nulla rispetto alla vendita. Di tutte le aziende contattate/interessate nulla si è concretizzato“.
Dei 77 dipendenti inizialmente coinvolti nella procedura di licenziamento in 17 hanno si sono dimessi perché hanno trovato una soluzione lavorativa alternativa. Altri otto dovrebbero invece essere ricollocati per cui ad oggi ci sono 52 persone che rischiano il proprio posto di lavoro.
L’azienda, inizialmente intenzionata a chiudere lo stabilimento, era tornata sui suoi passi, grazie alla mediazione delle istituzioni e concesso tempo, inizialmente fino al 28 febbraio, poi fino al 31 marzo, per trovare compratori. L’ultimo mese era stato aggiunto perché sembrava esserci un’azienda cinese interessata.
In realtà, dal 4 novembre scorso (giorno della mediazione) ad oggi, sono state numerose le aziende a dimostrare interesse ma nessuno di queste lo ha concretizzato con offerte. Una delle problematiche che potrebbero aver ridotto l’appeal è che, per accordi presi con Rexnord, chi subentra non può produrre gli stessi prodotti ma solo gli spazi.
Il prossimo incontro è atteso per il 31 marzo, l’ultimo giorno e, osserva speranzoso Marzola, negli “ultimi giorni succedono i miracoli”. Da aprile 52 lavoratori saranno in cassa integrazione per cessata attività fino al 31 dicembre 2025 ma la speranza rimane ancora quella di trovare un compratore che possa, in un periodo critico per il settore manifatturiero ferrarese, salvaguardare l’occupazione.
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