Cronaca
25 Febbraio 2025
La donna è in carcere con l'accusa di stalking e lesioni nei confronti dell'ex compagno per fatti risalenti tra maggio e giugno scorso. Il 6 marzo il processo in appello per l'omicidio del figlioletto

Resta in carcere la mamma che uccise il piccolo Karim

di Davide Soattin | 2 min

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Resta in carcere Amanda Guidi, la 31enne già condannata in primo grado a ventidue anni di carcere per l’omicidio del figlioletto Karim, ora nuovamente a processo con l’accusa di stalking e lesioni nei confronti dell’ex compagno convivente.

La donna – difesa dagli avvocati Marcello Rambaldi e Alessio Lambertini – si trova in carcere dallo scorso 18 luglio dopo che, proprio a Portomaggiore, tra il 27 maggio e il 19 giugno dello scorso anno, avrebbe perseguitato e poi aggredito l’ex fidanzato, spalleggiata da quello nuovo, il 60enne Romano Maccagnani, anche lui finito in cella.

Le accuse parlano di offese e minacce, al telefono e faccia a faccia, fino alla folle aggressione all’esterno di un bar di Portomaggiore, risalente allo scorso 19 giugno, quando la donna avrebbe colpito l’ex, prima al braccio utilizzando una sedia di metallo e poi all’occhio impugnando una bottiglia di birra, mentre il suo attuale fidanzato aveva afferrato la vittima per farla cadere a terra e riempirla poi di calci e pugni assieme alla donna.

Un’aggressione particolarmente violenta, tanto da costringere l’uomo ad andare al pronto soccorso, dove gli avevano riscontrato varie tumefazioni e traumi, con quindici giorni di prognosi, poi prolungati.

Successivamente la denuncia ai carabinieri di Portomaggiore che, dopo aver svolto accertamenti, aver effettuato riscontri, aver sentito testimonianze, avevano inviato l’informativa alla magistratura. Dopodiché, accogliendo la richiesta del pm Stefano Longhi, il gip del tribunale di Ferrara aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico della donna e del suo nuovo compagno.

La prossima udienza di questo procedimento è fissata per il 18 marzo. Qualche giorno prima invece, il 6 marzo, davanti alla Corte d’Appello del tribunale di Bologna, la donna è attesa dal processo di secondo grado per il soffocamento e l’uccisione del figlioletto, il piccolo Karim di appena un anno, avvenuta il 17 giugno 2021 nella loro casa di via degli Ostaggi.

In primo grado, per quella vicenda – come si diceva poco più su – la Corte d’Assise del tribunale di Ferrara l’aveva condannata, lo scorso novembre, a ventidue anni.

Articolo aggiornato alle 15.04 di giovedì 6 marzo 2025

 

 

 

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