Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto
C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti
Avrebbe aggredito verbalmente i genitori con una tale veemenza da costringerli a chiudersi a chiave in una stanza della loro abitazione. Per questo un uomo di 55 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
È stata accolta la costituzione di parte civile avanzata dall’ex consigliera comunale Anna Ferraresi all’interno del processo all’ex vicesindaco Nicola Lodi, oggi accusato di trattamento illecito di dati personali e diffamazione per il presunto caso di dossieraggio tra i corridoi e gli uffici di palazzo municipale.
La decisione del giudice Giuseppe Palasciano del tribunale di Ferrara è arrivata durante l’udienza predibattimentale di lunedì (17 febbraio) mattina, quasi in contemporanea con la notizia delle dimissioni da assessore che Lodi ha rassegnato al sindaco Fabbri, in seguito alla notifica del decreto di sospensione temporanea di diritto dalla carica, ai sensi della legge Severino, dello scorso dicembre, a sua volta successiva alla condanna di primo grado nei confronti di Lodi a due anni e dieci mesi per induzione indebita nel caso Cidas.
Il processo è approdato a dibattimento dopo l’imputazione coatta disposta dal gip Danilo Russo che, lo scorso ottobre, a seguito dell’opposizione presentata dagli avvocati Fabio Anselmo e Bernardo Gentile, legali della donna, aveva rigettato la richiesta di archiviazione avanzata della Procura di Ferrara.
I fatti risalgono al 20 maggio 2020, giorno in cui una mano anonima fece arrivare nella posta di tutti i gruppi consiliari e dei datori di lavoro della donna dei documenti riservati che rivelavano guai con la giustizia di Anna Ferraresi, da poco passata dalla Lega al Gruppo Misto dopo lo scandalo dell’offerta di lavoro relativa al trenino turistico. Guai risalenti al 2014, quando l’auto con a bordo l’ex consigliera venne fermata all’uscita del casello di Ferrara Nord dalla Polizia Stradale: risultò positiva all’alcoltest e le venne ritirata la patente.
In quei plichi – spediti da una mano anonima – erano contenute copie dei verbali integrali della Polizia Stradale di Altedo, nonché copia dei referti dell’Ausl, completi di dati personali, della Ferraresi e del suo ex compagno (nome, cognome, targa dell’auto). Insomma, tutti atti relativi a quell’episodio del 2014 che, a distanza di tanti anni, quella mano anonima arrivò a inviare anche all’allora datore di lavoro di Ferraresi, estendendo la gogna anche sul piano professionale, oltre che su quello politico.
Nell’argomentare la decisione di mandare a processo l’ex vicesindaco, il gip Russo – nella propria ordinanza – aveva evidenziato un “quadro fortemente suggestivo e indicativo del coinvolgimento di Lodi nell’illecita divulgazione dei documenti“.
Il processo tornerà nuovamente in aula durante la giornata di lunedì 31 marzo quando, davanti al giudice Giovanni Solinas, si terrà un’udienza filtro.
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