Coperion lascia Ferrara: 80 licenziamenti e una vertenza che scuote il territorio
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Dopo il violento fortunale di martedì 21 luglio, i sindaci della provincia di Ferrara hanno chiesto l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale. La notizia arriva dopo il vertice straordinario interistituzionale in Prefettura, convocato dal prefetto Massimo Marchesiello per fare il punto della situazione dopo il passaggio dell'ultima pesante ondata di maltempo
È già partita la ricognizione, puntuale e precisa, da parte della Regione sugli ingenti danni causati alle aziende e alle produzioni agricole dalle violente perturbazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna a partire dalla metà di luglio
Uno "strumento gravissimo" e un "problema enorme quando è lo Stato a dover indagare su se stesso". È così che l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un fermo della polizia di Stato a Bologna, definisce lo scudo penale per le forze dell'ordine, voluto dal governo Meloni e introdotto dal Dl Sicurezza
Il M5S di Ferrara torna a chiedere chiarezza sulla vicenda del Grattacielo. La capogruppo Marzia Marchi ha presentato un'istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa all'adeguamento dell'impianto antincendio del complesso e agli eventuali contenziosi amministrativi e giudiziari collegati
L’avvocato Antonio De Rensis ha chiesto, durante l’udienza preliminare di martedì 10 dicembre, la responsabilità civile per il Ministero di giustizia all’interno del processo per omicidio colposo in cui il legale assiste la famiglia di Lorenzo Lodi, ragazzo di 29 anni suicidatosi in carcere a Ferrara il primo settembre del 2021, due giorni dopo l’arresto.
Lodi venne arrestato il 31 agosto del 2021 dopo che la fidanzata e due amici avevano segnalato ai carabinieri i suoi intenti suicidari. Arrivati a casa del ragazzo i militari hanno trovato 2 kg di marjuana, un etto e mezzo di hashish, 16mila euro in contanti e una pistola Tanfoglio calibro 9 che Lodi consegnò spontaneamente dopo averla recuperata in auto.
Una volta arrestato Lodi venne condotto nel carcere di via Arginone e posto inizialmente sotto sorveglianza normale nella sezione Nuovi Giunti. Dopo un colloquio con la dottoressa Giada Sibahi furono cambiate le disposizioni e la sorveglianza passò a ‘grande’ per via dei possibili intenti suicidi. La Polizia Penitenziaria, su disposizione della comandante Annalisa Gadaleta, doveva passare almeno ogni venti minuti per controllarlo.
Pare che ciò non avvenne e oggi risulta ancora imputato per omicidio colposo un agente, difeso dall’avvocato Alberto Bova. Lodi, secondo le ricostruzioni delle scorse udienze, avrebbe avuto tre ore di tempo per costruire con un lenzuolo (che secondo le linee guida non avrebbe dovuto essere in cella) e due manici di scopa il marchingegno con cui si è tolto la vita.
La prossima udienza il 4 marzo.
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