Nuova tegola per Berco, rischia di perdere ordini da John Deere
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Tre patteggiamenti con pena sospesa: due a un anno e sei mesi e una a due anni. È l'accordo - che dovrà essere formalizzato nella prossima udienza - raggiunto ieri (mercoledì 20 maggio) mattina, per i tre giovani finiti a processo davanti al gup
Nessuno come Vasco. Nessun artista italiano vanta un numero così impressionante di formazioni nate con l’unico scopo di replicarne note, sguardi e sfrontatezza. Un fenomeno sociologico, prima ancora che musicale
Il punto della situazione è stato fatto mercoledì mattina (20 maggio) a Cento, il comune del ferrarese tra i più colpiti nel 2012, e che ha ospitato il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, in qualità anche di Commissario straordinario alla Ricostruzione, e dall’assessore con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi
Domenica 24 maggio l’Accademia dei Maestri Artigiani e d’Impresa premierà solennemente 12 imprenditori di eccellenza del territorio
“Passo dopo passo sta emergendo quello che non era ancora emerso, ma che noi sosteniamo essere successo in quei tragici istanti”. È così che l’avvocato Denis Lovison, legale che assiste le figlie e la nipote di Dario Benazzi, commenta la notizia relativa agli esiti della consulenza disposta dalla Procura di Ferrara per determinare il numero di individui necessario a compiere le fasi finali successive al duplice omicidio di Rero, quando – il 28 febbraio 2021 – i due cugini Benazzi furono trovati senza vita a bordo di una Volkswagen Golf a Rero, dopo essere stati prima fucilati e poi bruciati.
“Se ci fossimo fermati alla richiesta di archiviazione, senza fare opposizione, oggi avremmo già finito” aggiunge Lovison. “La nostra opposizione ha però portato a questo step ulteriore di indagine che ci sta dando elementi nuovi e conducendo a nuove responsabilità. È un’attività, quella delle indagini suppletive disposte dalla Procura, che – prosegue l’avvocato – reputiamo doverosa nel raggiungimento della verità”.
L’avvocato della famiglia Benazzi, così come il collega Stefano Marangoni, che difende Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, unici due indagati, attende l’esito delle altre due consulenza che la Procura ha disposto dopo il rigetto da parte del gip della prima richiesta di archiviazione: “Vedremo quali esiti arriveranno dalle altre attività e, sulla base di questi, si capirà se ci saranno degli elementi sufficienti per poter prevedere un processo che poi possa finire con una prevedibile condanna“.
“Sin dall’inizio – conclude Lovison – abbiamo detto che non c’era un unico responsabile, ma che più di una persona aveva partecipato all’azione. E anche per questo motivo avevamo chiesto un’attività integrativo. Ora, quello che sostenevamo, è più evidente. Se non ci avessimo creduto fin dall’inizio, non avremmo neanche fatto opposizione alla richiesta di archiviazione. Possiamo dire con soddisfazione che, piano piano, sta venendo fuori ciò che noi sosteniamo sin dalle prime battute dell’indagine, ma che ancora non era emerso”.
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