Coperion lascia Ferrara: 80 licenziamenti e una vertenza che scuote il territorio
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Il capogruppo della civica Fabbri chiede di respingere la richiesta di convocare congiuntamente le commissioni Statuto e Regolamento e Pari Opportunità: "Non è configurabile alcun episodio oggettivamente sessista, discriminatorio o sconveniente"
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di Emanuele Gessi
Copparo. Uno sciopero generale provinciale di tutti i lavoratori metalmeccanici per manifestare contro la drammatica situazione di crisi del settore nel territorio ferrarese. È quello che andrà in scena lunedì 11 novembre: il corteo prenderà il via davanti ai cancelli della Berco (via Primo maggio, Copparo) alle 9:15 e proseguirà fino a Piazza del popolo.
Lo hanno annunciato, durante la conferenza stampa di sabato mattina (9 novembre) i sindacati uniti: Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. “Bisogna accendere i riflettori sul fatto che siamo al tracollo per quel che riguarda il lavoro industriale metalmeccanico”, ha detto Stefano Bondi di Fiom.
È stato anticipato che saranno presenti anche i segretari nazionali delle tre sigle, così come è prevista la partecipazione di tutte le delegazioni dei sindaci della Provincia e del Polesine. Annunciati interventi dei delegati di alcune delle aziende coinvolte e il saluto del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni.
Una situazione, insomma, che non riguarda soltanto Berco e Rexnord, ma tutto il territorio. “Uno studio del marzo 2024 – hanno fatto sapere da Fiom – evidenzia dei dati catastrofici. In Provincia lavorano circa 10mila metalmeccanici e, a oggi, più di 3.300 di loro sono in cassa integrazione, contratto di solidarietà e alcuni con procedure di licenziamento aperte. Le imprese attive nel ferrarese alla fine del 2023 erano 197 in meno rispetto al 2022. Si aggiunge che ci sono concrete possibilità che da qui a fine anno 800 metalmeccanici perdano il posto di lavoro. Con queste premesse rischiamo una bomba sociale“.
“Uno sciopero del genere erano anni che non si vedeva“, ha aggiunto Patrizio Marzola di Fim. È stata sottolineata la decisione di far partire il corteo dallo stabilimento della Berco: “Si vuole dare un segnale all’azienda che non siamo disposti a perdere il nostro posto di lavoro e il nostro salario”. “Bisogna tornare agli anni ’80 per vedere uno sciopero unitario di Fim, Fiom e Uilm – ha messo in luce Alberto Finessi di Uilm – a dimostrazione di come la situazione sia drammatica. Abbiamo chiamato i tre segretari generali per dare ulteriore risonanza all’urgenza di interventi su questa zona geografica”.
Da parte dei sindacati, infatti, è emersa in maniera decisa una richiesta alle istituzioni regionali e governative di “politiche industriali, energetiche e fiscali per creare le condizioni affinché le imprese vengano e restino, altrimenti il tessuto industriale, economico e sociale di Ferrara rischia di morire“.
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