Cronaca
8 Novembre 2024
Parla Natalino Buzzi, padre di Davide, il 42enne ucciso al bar Big Town di via Bologna: "Non si toglie la vita alle persone. Tutti facciamo degli sbagli, ma non si uccide"

“Non voglio vendetta. Cerco solamente giustizia”

di Davide Soattin | 2 min

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"È una notizia scioccante. Dopo due anni di silenzio, sapere che la Procura ritiene già chiuse le indagini, avendo già in mano elementi non per archiviare, ma per portare a giudizio anche Roberto Internò, è un altro cono d'ombra che viene chiarito. Ovviamente vale sempre la presunzione di innocenza, ma è un passo avanti in una maratona giudiziaria senza precedenti" commenta l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini.

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“Vendetta? Di cosa mi devo vendicare? Cerco solo giustizia“. Mancano pochi minuti all’inizio del processo davanti alla Corte d’Assise, quando – seduto fuori dall’aula – Natalino Buzzi aspetta l’arrivo in tribunale a Ferrara di Giuseppe e Vito Mauro Di Gaetano, 70 e 42 anni.

Entrambi sono ora a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per aver ucciso – il 1° settembre 2023, durante la ‘mattanza del bar Big Town di via Bologna – suo figlio Davide, ferendo in maniera grave il ragazzo che era con lui, Lorenzo Piccinini, finendo così per rispondere anche di tentato omicidio.

Nessun desiderio di vendetta, ma solo la volontà di guardare negli occhi – per la prima volta – il titolare del locale e suo padre. “Non mi voglio vendicare, complicherei solamente le cose. Oggi sono qui solo per vederli in faccia e capire il perché lo abbiano fatto“.

“Quello che mi ha dato più dispiacere – aggiunge – è che non ci siano mai state le loro facce sui giornali. So che il padre lo hanno messo ai domiciliari, ma io non so nemmeno dov’è. Voglio solamente che sia fatta giustizia“.

Ad accompagnare in tribunale Buzzi – che è parte civile nel procedimento – c’erano sua figlia, anche lei parte offesa nel procedimento, e la sua compagna. Vicini, uno all’altra, hanno seguito le oltre tre ore e mezza di udienza aperta al pubblico, sostenendosi a vicenda.

“Vorrei solo – è l’auspicio di papà Natalino, prima dell’inizio del processo – che li condannino per quello che hanno fatto. Perché non si toglie la vita alle persone. Quante famiglie hanno rovinato e per quale motivo? Per quale scopo lo hanno fatto? Tutti facciamo degli sbagli, ma non si uccidono le persone“.

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