“Non avevo il diritto di dire di no”. Parla in tribunale la donna schiavizzata in casa
“Non avevo il diritto di dire di no”. Si interrompe, trema, cede al panico, si volta verso la sua avvocata per implorare di non dover rispondere a quelle domande
“Non avevo il diritto di dire di no”. Si interrompe, trema, cede al panico, si volta verso la sua avvocata per implorare di non dover rispondere a quelle domande
Dallo spaccio di droga a Catania alla cattura nel Ferrarese. È stato rintracciato a Massa Fiscaglia dai carabinieri e arrestato un 23enne italiano
Momenti di forte tensione nel primo pomeriggio di ieri in via Bonafini, a Massa Fiscaglia, dove un uomo di 57 anni di origini tunisine si è barricato nella propria abitazione minacciando di far esplodere quattro bombole di Gpl
Prima hanno preso a calci le auto, poi sono entrati in un condominio, hanno aggiunto l'ultimo piano dove c'è un lucernario e hanno iniziato a scaraventare delle sedie di plastica in strada. È quanto successo ieri notte intorno a mezzanotte e mezza in corso Porta Po a Ferrara
Un improvviso scatto d'ira all'arrivo in ospedale si è trasformato in un'aggressione ai danni di un infermiere del 118. Un uomo di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Renazzo
Ci saranno Polizia, Carabinieri e agenti in borghese, questa mattina, al processo per l’omicidio al Big Town di Davide Buzzi e per il tentato omicidio del suo ‘sodale’ Lorenzo Piccinini. Un cordone di sicurezza per il timore di scontri tra familiari e amici della vittima e quelli degli imputati Vito Mauro Di Gaetano, titolare del bar che oggi è in carcere, e suo padre Giuseppe Di Gaetano, ora ai domiciliari.
Un servizio d’ordine a tutela di entrambe le parti, visto che la vicenda, da quanto apparso sui social, pare aver sedimentato sentimenti di rancore e vendetta che hanno suggerito misure precauzionali per evitare potenziali disordini.
In Corte d’Assise potrebbero essere discusse le risultanze della consulenza psichiatrica, disposta dalla pm Barbara Cavallo, secondo la quale quando infierì sul corpo ormai esanime di Davide Buzzi, rifilandogli tra i 37 e i 38 colpi di lucchetto alla testa, Vito Mauro Di Gaetano sarebbe stato parzialmente incapace di intendere e di volere. Le risultanze del lavoro del consulente, ottenute attraverso colloqui e visite con l’imputato, non cambiano comunque la posizione dell’accusa: i Di Gaetano dovranno rispondere di omicidio in concorso aggravato dalla crudeltà per la morte di Buzzi e di tentato omicidio per il ferimento di Piccinini.
La sera della tragedia, Buzzi e Piccinini si erano presentati nel locale di via Bologna con una tanica di benzina che avevano appoggiato sul bancone con intenzioni minatore per riscuotere un ‘pizzo’ da 3.000 euro.
Giuseppe Di Gaetano, che aveva chiesto spiegazioni di quanto stesse succedendo, sarebbe stato picchiato violentemente dai due: il 42enne avrebbe dato gomitate, pugni e calci all’anziano, facendolo cadere a terra due volte, mentre il 21enne, nell’ordinargli di uscire dal bar con arroganza, lo avrebbe colpito a sua volta con calci, lanciandogli addosso anche una bottiglia.
I due però non sarebbero riusciti nel loro intento a causa del comportamento di padre e figlio, che reagirono in maniera efferata e si scagliarono su Buzzi e Piccinini, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.
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