Una consulenza tecnica in cui sarebbe contestata l’efficacia dei vaccini e del green pass contro il Covid-19.
È quanto contenuto nelle memorie difensive che ieri (mercoledì 9 ottobre) l’avvocato Alessandro Valenti ha depositato durante l’udienza preliminare del procedimento a carico delle due dottoresse no vax Chiara Compagno e Marcella Gennari, sua assistita, entrambe coinvolte nella vicenda delle false vaccinazioni per ottenere il green pass, scoperchiata dall’inchiesta Red Pass eseguita – dietro il coordinamento della Procura di Ferrara – dalla Guardia di Finanza.
A redigere il documento – su cui il gup Silvia Marini si è riservato di valutarne l’ammissibilità nel processo – è stato il dottor Alberto Donzelli, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, in Medicina del Lavoro e in Scienza dell’Alimentazione, consulente di parte della difesa.
Insieme a Compagno e Gennari, è imputata anche Francesca Ferretti, figlia e assistente di Gennari: a tutte e tre vengono contestati a vario titolo i reati di falso, truffa ai danni dello Stato, corruzione e peculato.
Il reato di peculato, secondo la Procura di Ferrara, sarebbe stato commesso quando le tre donne, una volta in possesso del vaccino fornito dall’Usl, lo avrebbero buttato via invece di iniettarlo ai pazienti. Invece, per ciò che riguarda la corruzione, secondo il castello accusatorio, le dottoresse avrebbero intascato denaro dai pazienti (20 o 50 euro a seconda dei casi) per fingere l’inoculazione del vaccino e far loro ottenere un green pass a fronte dell’attestazione di una dose mai somministrata.
L’accusa di truffa ai danni dello Stato riguarda invece i rimborsi previsti dall’Azienda Usl per i medici di base che eseguivano le vaccinazioni anti-Covid che, quindi, sarebbero stati percepiti indebitamente dalle dottoresse avendo loro attestato in maniera falsa di aver vaccinato i loro pazienti. Infine, il reato di falso si rifà al fatto che le professioniste avrebbero dichiarato inoculazioni, falsi tamponi o esenzioni fasulle, tutte attestazioni per poter riuscire ad emettere il green pass.
Durante l’udienza di ieri, in aula, doveva essere sentita anche la dottoressa Chiara Compagno (avvocato Marco Linguerri), ma l’interrogatorio è stato rinviato alla prossima udienza, fissata per mercoledì 13 novembre, mentre Marcella Gennari valuterà se rendere spontanee dichiarazioni. Entro sette giorni da quella data, inoltre, il pm Ciro Alberto Savino – titolare dell’inchiesta – dovrà produrre altri atti di indagine. C’era attesa anche per l’eventuale costituzione di parte civile da parte del Ministero della Salute che però non è avvenuta.
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