di Giada Magnani
Argenta. La piena del Reno, in crescita sino a ieri, sembra calare. Complici anche gli affluenti Idice e Sillaro, la sua portata massima sfiorerebbe i livelli di guardia, ma ora è comunque al di sotto della soglia arancione. Si auspica una riduzione delle quote ed un miglioramento delle condizioni meteo, non un peggioramento: che resta comunque nell’aria.
Questa la situazione registrata ieri sera a Ponte Bastia. Dove i cittadini sono in comunque in apprensione. Il meteo non dà importanti rassicurazioni, nonostante il clima pare sia in fase di alleggerimento. Nel fine settimana sono previste altre precipitazioni, ma di minore intensità.
Le tracimazioni di fiumi e canali sono ormai all’ordine del giorno nella vicina Romagna, ma al momento non in territorio argentano. L’impianto idrovoro del Saiarino funziona a dovere. Ma riversa le acque provenienti dal bolognese in Vallesanta. Che, come spiega il primo cittadino, “è purtroppo interessata da importanti interventi manutentivi in corso”.
Forti disagi si registrano a Campotto. Il paese teme alluvioni: come nel 2023. Ed ecco che come allora Baldini ha emesso un’ordinanza per l’evacuazione di una ventina di famiglie residenti in Via Ponte Canale, nei pressi della zona valliva. “Siamo preoccupati-spiega-che l’acqua che viene dalla rottura dell’Idice a Budrio e della Quaderna, e dai piani di campagna, arrivi dietro la nostra Vallesanta, tra Via Monachetta e la cassa di espansione. Restiamo costantemente in contatto col Consorzio di Bonifica e la protezione civile regionale per monitorare l’evolversi della situazione”.
Difficili gli spostamenti per gli abitanti. Torna agibile il ponte della Motta, e riapre quello di Sant’Antonio, chiusi al traffico la notte scorsa. Mentre quello di Via Cardinala è stato demolito causa lavori di rifacimento. Per gli studenti le scuole non chiudono. I genitori protestano, mentre il sindaco fa da calmiere e dice: “stiamo organizzando un servizio di trasporto scolastico”.
Intanto a San Biagio salgono le lamentele per l’allagamento di una parte della Statale 16, nel tratto tra l’ex banca ed il piazzale dell’Ex Eridania, ora parcheggio per gli sfollati della vicina Lavezzola. In caso di forti rovesci, come nella fattispecie, la carreggiata finisce sempre sott’acqua a causa della canalina che scorre ai piedi dell’argine del Reno. Non scola più: piena di erbacce, rifiuti, terriccio e detriti straripa, e crea non pochi rischi e pericoli alla circolazione. I mezzi, soprattutto pesanti, transitano a ruote sommerse e tra le onde, col rischio di finirci dentro, come già avvenuto. “Tombinatela” chiedono i frontisti.
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